06:43 13 Dicembre 2018
Borse europee preoccupate per l'ipotesi di contagio cinese, con Parigi sotto di due punti percentuale, così come Berlino

Borse in caduta libera

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Economia
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Dai mercati asiatici effetto domino su Europa e Usa. Il lunedì nero della finanza. A picco il petrolio, vola l'oro.

È ormai panico sui mercati internazionali, contagiati dal crollo della borsa di Shanghai. L'ondata di vendite ha affondato alcuni dei principali indici di riferimento, spingendoli a livelli che non si vedevano dai tempi del crac di Lehman Brothers, che nel settembre del 2008 fu la miccia che fece esplodere la crisi dei mutui. Secondo i calcoli di Bloomberg, da quando Pechino ha svalutato lo yuan si sono persi più di 5mila miliardi di dollari di capitalizzazione azionaria in giro per il mondo.

L'indice Ftseurofirst 300, che raccoglie le trecento aziende europee più capitalizzate, ha segnato un crollo prossimo all'8%, la maggiore flessione dall'ottobre del 2008. Si sta avvicinando a simili minimi anche un altro importante benchmark quale lo Stoxx Europe 600, che per il momento ha aggiornato i propri minimi da quattro anni scendendo del 7,5%.

L'indice Dow Jones, a New York, ha intanto registrato un calo superiore ai mille punti, come non accadeva dai tempi del fallimento di Lehman.

Borsa di Shangai
© AFP 2018 / Johannes Eisele
Parigi perde l'8% annullando tutti i guadagni del 2015, Milano scivola del 7,2% con la metà dei titoli del  FTSE MIB sospesi in asta di volatilità. Francoforte cede il 6,9%, Londra perde il 5,4%, Zurigo scende del 6,6%. Si aggravano le perdite del listino anche ad Atene, che crolla insieme a tutte le principali Borse continentali e a Wall Street. L'indice delle blue chip elleniche è ora in ribasso del 10,8% (dopo essere arrivata a perdere l'11%, ai minimi degli ultimi tre anni). Da inizio anno il passivo è di circa il 30%.

A New York il barile di petrolio tenta di tenere quota 39 dollari. Andamento opposto per l'oro, che torna ad essere il bene rifugio. Il lingotto a consegna immediata è pagato 1.158 dollari all'oncia con una leggera flessione dello 0,2%, ma resta ai massimi da luglio.

Il crollo dei listini asiatici fa volare l'euro e anche lo yen, cioè le monete considerate beni rifugio. La moneta europea si impenna e supera la soglia di 1,16 dollari ai massimi da inizio anno. Continua invece il deprezzamento del rublo: ne servono più di 80 per acquistare un euro. 

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