20:21 06 Luglio 2020
Economia

Banking islamico? In Russia potrebbe funzionare

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Il sistema bancario di tipo islamico, diffuso nel Medio Oriente e nel Sud-Est asiatico, sta vivendo un periodo di seria crescita, e anche la Russia non è estranea a questo fenomeno, dice il banchiere iraniano Farhad Saidi, presidente della banca “Asia-Bank” nell’intervista rilasciata dall’agenzia RIA Novosti.

— Quali sono i vantaggi del banking islamico e come potrebbe interessare la Russia?

— Il banking islamico è soltanto una variante della solita attività bancaria, che oggi si sta sviluppando in tutto il mondo. In Russia vivono più di 20 milioni di musulmani, è un ottimo potenziale.

La banca svizzera UBS ed altre 5  grandi banche  si stanno mettendo d’accordo con le autorità americane per pagare una multa miliardaria per le manipolazioni dei mercati Forex,
© REUTERS / Arnd Wiegmann
La banca svizzera UBS ed altre 5 grandi banche si stanno mettendo d’accordo con le autorità americane per pagare una multa miliardaria per le manipolazioni dei mercati Forex,

Nel mondo d'oggi questo sistema è visto come un'alternativa al banking tradizionale. È un'alternativa di cui il mondo ha effettivamente bisogno, perché questo tipo di economia si distingue per un sistema più sano di rapporti tra l'investitore e colui che riceve le risorse. Nel banking tradizionale la banca dà i soldi e dice: "Non m'importa che cosa succederà a voi e al vostro business. Voglio i miei soldi più il 15%". Nel banking islamico invece la banca è considerata un partner, un coinvestitore di chi prende i soldi, pertanto le due parti condividono sia i guadagni, sia le perdite. Nella tradizione del banking islamico la banca è tenuta a sapere, come vengono spesi i soldi e quanto è qualificato colui che li riceve. L'investimento deve avere un'utilità sociale. Se i soldi servono per mettere su una cosa da gioco, il progetto non interessa, perché la banca guadagna sì, ma la società no.

Cinquecento anni fa la gente non aveva i soldi che ha oggi, eppure lavorava e l'economia andava avanti. In seguito il capitale è stato trasformato in uno strumento, i primi a farlo sono stati gli americani. Uno strumento, per quanto sia buono o cattivo, viene sempre adoperato nell'interesse di chi lo tiene in mano. Nel banking islamico il capitale non ha questo ruolo strumentale, e questa è una differenza importante. Nell'economia islamica il capitale è solo uno dei giocatori della squadra, come il portiere o il centravanti. L'economia tradizionale è ormai entrata in conflitto con gli interessi della società, per questo motivo il banking islamico è visto come un fenomeno.

Se coltivato in modo corretto, il banking islamico sarà molto utile per la società russa.

— In che modo la Sua banca partecipa allo sviluppo del banking islamico in Russia e come ciò potrà favorire gli investimenti da parte dei paesi arabi?

— Lanciare il banking islamico non significa far accorrere subito gli investitori arabi. Ma perché stiamo parlando soltanto degli arabi? Ci sono anche investitori malesi, indonesiani, che pure sono parte dell'economia islamica. L'insegna non basata per attirare i capitali. Nel mercato bancario del mondo islamico esistono determinate regole. Se non esistono progetti conformi ai criteri dell'economia islamica, dove possiamo investire?

Se, per esempio, ci servono dei soldi, noi andremo da una banca islamica e chiederemo questi soldi. Naturalmene la banca ci chiederà, per che cosa ci servono i soldi. Ma noi qui (in Russia) non sappiamo ancora a cosa ci possono servire. Se, per esempio, vogliamo costruire qualcosa, dobbiamo sapere che cosa andremo a costruire, con quale scopo e quanto potremo guadagnare. Da questo punto di vista i requisiti del banking islamico non coincidono con la legge russa. Eppure ci deve essere un anello di collegamento.

"Asia-Bank" può appunto svolgere il ruolo di tale anello collegamento. In questo periodo stiamo cercando di implementare le regole del banking islamico nel rispetto della legislazione russa. Abbiamo le possibilità tecniche, ma il nostro capitale non basta per risolvere tutti i problemi. Conoscendo sia gli aspetti specifici del banking islamico, sia le particolarità della legge russa, abbiamo fatto un'analisi comparativa e alla fine abbiamo visto che i nostri prodotti vanno bene per entrambi.

Se le sanzioni vengono revocate, lavoriamo senza sanzioni. Se restano in vigore, lavoriamo nel contesto diverso. In ogni caso, la cosa più imporante per noi è il nostro lavoro. 

Il banchiere iraniano Farhad Saidi, presidente della banca “Asia-Bank” vive in Russia da quasi 30 anni.
© Foto : fornito da Asia-Bank
Il banchiere iraniano Farhad Saidi, presidente della banca “Asia-Bank” vive in Russia da quasi 30 anni.

— Lei è cittadino di un paese che per anni è vissuto sotto sanzioni. Adesso i paesi occidentali hanno introdotto restrizioni anche contro la Russia. Come potrebbe essere utile per la Russia l'esperienza economica dell'Iran?

— La nostra banca è registrata in Russia, non appartiene agli iraniani. Personalmente sono cittadino dell'Iran e presidente della banca. Ma sono un iraniano che da 27 anni vive in Russia e da 41 in Germania.

La Sua domanda contiene due aspetti. Uno è morale, l'altro è tecnico. È più importante però l'aspetto morale.

Dopo l'inizio delle sanzioni l'Iran ha creato moltissimi centri per poter trasferire nel paese i suoi soldi, anche perderdone una parte. Le sanzioni hanno sempre delle brecce, diversamene non può essere.

Per quel che riguarda l'economia russa, credo che il problema non siano le sanzioni, bensì l'approccio. Conviene capire che ci saranno dei danni e anche delle difficoltà, ma occorre lavorare e ridurre un po' i propri appetiti. Il problema è che qui molti banchieri non vogliono rassegnarsi al fatto che nella vita ci sono sia gli alti che i bassi.

Una volta, circa 30 anni fa, ho incontrato negli Emirati Arabi uno sceicco, uomo ricchissimo. Alcune volte all'anno lui si trasferiva in tenda e faceva la vita di un semplice beduino. Io gli ho chiesto cos'era, la nostalgia? Lui ha risposto: no, lo faccio per non dimenticare come si faceva a vivere in tenda insieme ai cammelli, se un giorno le cose mi vanno male.

 

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