23:48 12 Agosto 2020
Economia
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Interviene la Banca Centrale con un'iniezione di 18 miliardi di dollari. Shangai chiude a -8,48%.

Nuovo crollo delle borse cinesi sui timori di un nuovo deprezzamento dello yuan sul dollaro e sulle voci di un possibile deflusso dei capitali per il rallentamento dell'economia. L'indice Composite della Borsa di Shanghai ha ceduto il 6,15% perdendo 245,51 punti e fermandosi a quota 3.748,16, il calo più marcato dal 27 luglio scorso, quando la Borsa di Shanghai aveva toccato i minimi dal 2007, cedendo l'8,48%.

Ancora più pesante la flessione della Borsa di Shenzhen, che ha chiuso la seduta cedendo il 6,56%, a 12.683,86 punti.

La maggiore parte delle perdite alla Borsa di Shanghai è avvenuta nella sessione pomeridiana, con più di mille titoli che hanno segnato oltre il 10% di ribasso. A essere particolarmente colpiti i titoli delle imprese di Stato, al centro, settimana scorsa, di voci di un progetto di riorganizzazione volto all'aumento della competitività, che sarebbe in procinto di essere varato.

Gli investitori cinesi sarebbero preoccupati anche dall'annuncio del governo di ridurre il sostegno diretto ai mercati tramite la China Securiites Finance Corporation, l'ente di vigilanza sui listini cinesi, nonostante le rassicurazioni riguardo al mantenimento del ruolo stabilizzatore nel caso di un aumento della volatilità o di un rischio di crisi sistemiche. L'annuncio era stato dato dopo che venerdì scorso, la Borsa di Shanghai aveva segnato sulla settimana un aumento del 5,9%, il più alto da giugno scorso, avvicinandosi alla soglia psicologica dei 4.000 punti, oggi superata nella seduta mattutina, prima del crollo nella seconda parte della giornata.

Monete e banconote dello Yuan cinese
© AP Photo / EyePress, FILE
Monete e banconote dello Yuan cinese

Quello di oggi è il terzo crollo in due mesi. La Borsa di Shanghai, il 12 giugno scorso aveva raggiunto il picco dei 5.166 punti, prima di crollare a 3.507 l'8 luglio scorso, perdendo quasi quattromila miliardi di dollari in tre settimane. Il 27 luglio scorso, Shanghai aveva poi segnato la più pesante perdita in un'unica giornata degli ultimi otto anni, cedendo l'8,48% in chiusura.

Per rassicurare i mercati, la banca centrale ha iniettato liquidità nel sistema per 120 miliardi di yuan, circa 18 miliardi di dollari, la più grande operazione in un singolo giorno dal gennaio 2014.

Il settore ferroviario è stato il grande perdente della giornata, con China Railway Erju in flessione del 10% e la Cina Railway Construction in caduto del 9,87%. Penalizzate anche le società con sede a Tianjin, che hanno registrato un netto calo dopo le esplosioni avvenute la scorsa settimana nel sito industriale cinese. Tianjin Port e Tianjin Binhai Energy hanno lasciato sul terreno il 10%, il limite minimo giornaliero di ribasso.

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yuan, Borsa di Shanghai, Shanghai, Cina
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