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04:33 19 Settembre 2019
La moneta e il mercato comune dovrebbero riunire `Europa?

Inps, Boeri: Pronti a reddito minimo garantito

© Foto: Robert & Mihaela Vicol
Economia
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Il presidente dell'istituto previdenziale italiano sul dibattito scaturito dalle cifre sulla povertà in Italia, diffuse pochi giorni fa dallo Svimez: povertà al Sud problema di gravità assoluta.

Il presidente dell'INPS Tito Boeri si "iscrive" al dibattito sulla povertà in Italia. La diffusione dei dati dello Svimez, ente che si occupa di sviluppo del cosiddetto Mezzogiorno del Paese, ha innescato infatti una serie di reazioni politiche e non, su un problema irrisolto da decenni ossia dell'insufficiente industrializzazione di una intera metà dell'Italia.

"Noi partiamo dalla consapevolezza che questo problema è di gravità assoluta. L'Inps per contrastare la povertà ha proposto al governo di introdurre in Italia un sistema di reddito minimo garantito che abbiamo chiamato 'sostegno di inclusione attiva' per le persone che hanno più di 55 anni e per le loro famiglie"

Così Boeri rilancia sul tema a lui caro del reddito minimo, specificando come se il progetto dovesse andare in porto un passaggio importante. "C'è anche un messaggio culturale importante che deve essere dato, soprattutto al Sud — ha dichiarato il professore al quotidiano napoletano Il Mattino — esistono amministrazioni dello Stato efficienti, come l'Inps, che sono in grado di affrontare il problema e alle quali ci si potrà rivolgere senza dover ricorrere ad intermediazioni o al politico locale".

Il presidente dell'Inps ha poi sottolineato come l'età di 55 anni ipotizzata per accedere all'assegno di sostegno sia frutto dello studio condotto sui dati della povertà italiana, risultando quella fascia di età la più colpita dal fenomeno. "Il reddito minimo — questa l'idea di Boeri — è un diritto di cui le persone potranno godere a cui corrispondono una serie di doveri e su cui ci sarà un controllo stringente e costante da parte di un'amministrazione indipendente rispetto al potere politico locale".

Differentemente dal progetto di assegno minimo proposto in questi mesi dal M5S Boeri si è mostrato scettico, sostenendo che a differenza della proposta INPS quella pentastellata ha dei costi, attorno al 2% del PIL secondo l'INPS. "Non a caso abbiamo chiamato la nostra proposta 'chiavi in mano' — ha chiosato Boeri — le risorse si possono trovare nell'ambito delle politiche oggi gestite dall'Inps e abbiamo la capacità di attuare i controlli. Il governo però — ammette — dovrebbe rafforzare la nostra capacità di sanzione e di intervento".

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Mezzogiorno, sviluppo, INPS, Tito Boeri presidente dell`INPS, Italia
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