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    “Total”: in qualsiasi scenario il gas servirà sempre e la Russia è un partner strategico

    © AFP 2017/ MARTIN BUREAU
    Economia
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    La compagnia petrolifera francese Total, nonostante il calo dei prezzi del greggio, le sanzioni contro la Russia e la tragica scomparsa all'aeroporto Vnukovo di Mosca del numero uno della società Christophe de Margerie, rimane il più grande investitore occidentale nei progetti di alto profilo della Russia.

    Secondo l'A.D. di Total Patrick Pouyanné, la migliore strategia per il business, che contribuisce alla creazione di rapporti politici, è

    "conservare i legami economici con la Russia e non temerli."

    "La Russia e l'Europa non sono una questione di geografia, ma di integrazione economica. Fino a pochi anni fa si parlava di una più profonda integrazione economica e, a mio parere, è la strada giusta, perché promuove la stabilità politica," — ha dichiarato in un'intervista con il quotidiano russo "Kommersant".

    Il numero uno di Total ha osservato che lavorando con petrolio e gas, le compagnie internazionali non hanno scelta:

    "devono lavorare dove ci sono petrolio e gas".

    Secondo Pouyanné, al momento la strategia di Total è spostare il focus dalla raffinazione all'esplorazione ed estrazione.

    "Abbiamo ridotto gli investimenti in alcuni giacimenti maturi nel Mare del Nord e in Africa occidentale, dove scaviamo nuovi pozzi per superare il declino naturale dell'estrazione. Ora non sono più profittevoli, come il ritorno sugli investimenti per questi pozzi è incrementato sensibilmente dal momento che il prezzo del petrolio si è dimezzato da 100 a 50 dollari. Uno degli obiettivi come compagnia petrolifera è l'accesso alle risorse, dal momento che gli attuali giacimenti sono in via di esaurimento," — ha detto l'A.D. di Total.

    Secondo le sue previsioni, il mercato mondiale del gas crescerà, e il segmento di gas naturale liquefatto crescerà più velocemente rispetto agli altri, con il 4% all'anno.

    "A seguito della rivoluzione dello shale gas negli USA i prezzi del gas sono scesi ed hanno soppiantato il carbone dal bilancio energetico, pertanto il prezzo del carbone è caduto nei mercati mondiali. Alla fine per le società energetiche europee è diventato più redditizio importare carbone che usare gas. E' stata una cattiva idea nell'ambito delle politiche ambientali per ridurre le emissioni di CO2", ritiene Pouyanné.

    Tuttavia a seguito degli impegni assunti dall'Europa relativi alla riduzione entro il 2030 delle emissioni di gas serra del 40% ci si può aspettare un cambiamento nella legislazione della UE.

    "Noi, insieme con le cinque maggiori società di gas — Shell, BG, BP, Eni e Statoil — abbiamo inviato una lettera ai governi europei con una proposta per introdurre un pagamento unico per le emissioni. Abbiamo bisogno di misure per rendere economicamente più vantaggioso il gas rispetto al carbone, il gas emette la metà delle sostanze serra rispetto al carbone. Credo che l'Europa entro i prossimi 2 anni creerà una normativa che permetterà almeno di chiudere le vecchie centrali a carbone,"- ritiene l'A.D. di Total.

    "Tutti sanno che il gas è il combustibile fossile più pulito ed è il più adatto per il bilanciamento del sistema energetico con le fonti rinnovabili. È necessario in qualsiasi scenario di sviluppo economico. Alcuni possono sognare un mondo senza combustibili fossili entro il 2100 o 2150, tuttavia non accadrà nei prossimi 40-50 anni," — conclude Pouyanné.

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    Economia, Energia, Petrolio, gas, investimenti, Unione Europea, Total, Patrick Pouyanné, Russia, Francia
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