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    Le proteste in Grecia

    Atene approva il piano di Bruxelles. Syriza si spacca e la piazza s'infiamma

    © AP Photo/ Giannis Papanikos
    Economia
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    Il parlamento greco approva con un'ampia maggioranza il piano di riforme ma sono 40 le defezioni nel partito del premier. Il cammino del governo appare molto difficile, mentre la piazza s'infiamma per la prima volta.

    E' già passata la mezzanotte quando Atene approva il piano di riforme imposto da Bruxelles con un'ampia maggioranza. I si sono 229, 64 i no, 6 gli astenuti.

    Ma Alexis Tsipras ha perso la sua maggioranza. A nulla è valso l'aut aut che il premier aveva lanciato nel pomeriggio ai compagni di partito:

    "Senza il vostro sostegno nel voto di stasera sarà difficile per me restare premier. O stasera siamo uniti, o domani cade il governo di sinistra".

    Sono quaranta le defezioni nel partito del premier, Syriza. 32 i no, 2 gli assenti, 6 gli astenuti. Hanno votato contro l'ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, il Presidente del Parlamento, Zoe Kostantopoulu, il ministro dell'Energia, Panagiotis Lafazanis, che aveva parlato di accordo umiliante lunedì scorso e che oggi dichiara la disponibilità a presentare le dimissioni in caso di richiesta da Alexis Tsipras.

    "Sosteniamo il governo, Syriza, e il primo ministro. Ma non il piano di salvataggio"

    ha dichiarato, prima di aggiungere che non pensa che la situazione attuale richieda elezioni anticipate.

    "Ho fatto una scelta di responsabilità", ha detto il premier. "A chi pensa che io sia stato ricattato, come pensano tanti ed hanno scritto tanti media nel mondo, dico che nelle 17 ore di Bruxelles avevo di fronte tre alternative: o l'accordo, o il fallimento con tutte le conseguenze, o il piano Schaeuble per una moneta parallela. E fra le tre, ho fatto la scelta di responsabilità".

    Determinanti sono risultati dunque i voti delle opposizioni di Nea Dimokratia, Pasok e To Potami.

    Prima delle drammatiche ore finali, e mentre a Bruxelles si continua a lavorare per il prestito ponte che potrebbe permettere di far riaprire le banche, il Paese aveva vissuto una giornata punteggiata da cortei, dalla serrata delle farmacie e dallo sciopero dei dipendenti pubblici. Tensione alle stelle, ma pacifica. Almeno fino alla prima serata.

    La rabbia degli estremisti è scoppiata alle 21.10, provando a cambiare con la violenza la storia della Grecia. Una bomba carta è esplosa in piazza Syntagma. Gli anarchici e i black bloc hanno tirato anche bombe molotov. Nella piazza simbolo della democrazia greca sono arrivati con i caschi, le maschere antigas, le maglie nere mentre per tutta la giornata giovani, impiegati, mamme, zie, adolescenti, ma anche bambini, hanno gridato pacificamente e distribuito volantini per esortare Tsipras a non cedere al "ricatto" della Germania e dell'Eurosummit.  Dopo la prima esplosione, sono volati i lacrimogeni della polizia e la piazza si è svuotata. Cordoni di poliziotti si sono schierati. Poi la calma è tornata. E la parola è tornata alla politica.

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    Tags:
    Accordo sulla Grecia, voto, riforme, Syriza, Alexis Tsipras, Grecia
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