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    Il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka

    Praga non vuole garantire il prestito alla Grecia

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    Economia
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    La Repubblica Ceca si rifiuta di garantire il prestito alla Grecia e tanto meno intende erogare risorse a tale scopo.

    La dichiarazione è stata fatta ieri dal primo ministro ceco Boguslav Sobotka e dal ministro delle Finanze Andrej Babiš, intervenuti in una conferenza stampa dopo la riunione di ieri del governo di Praga.

    Nel periodo di transizione l'UE intende usare gli strumenti del Meccanismo europeo di stabilità (MES). I prestiti del Fondo salva-Stati devono essere garantiti da tutti i membri dell'UE, compresi i paesi che non fanno parte dell'eurozona. Secondo il ministro delle Finanze ceco, quella del MES può essere soltanto una soluzione provvisoria.

    Il segretario di Stato per gli affari dell'UE Tomáš Prouza ha detto che Praga è disposta ad accettare un finanziamento di breve termine attraverso il MES. "Se da parte del MES si tratta di un prestito di breve termine, fino al momeno in cui sarà pronto il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, lo appoggeremo volentieri", — egli ha detto. 

    Andrej Babiš ha tuttavia precisato: "Nel problema saranno coinvolti anche gli altri paesi UE. La Repubblica Ceca si rifiuta di garantire il debito greco, tanto più che in precedenza il Consiglio europeo aveva promesso che dopo il giugno 2013 questo meccanismo non sarebbe stato più usato. La nostra opinione è che non si debba ricorrere a questo meccanismo. Se tuttavia dovrà essere usato, non potrà essere che una soluzione provvisoria".

    Il ministro Babiš ha ribadito che la soluzione migliore sarebbe l'uscita dela Grecia dall'eurozona con la contemporanea cancellazione di una parte del debito greco, rilevando che la soluzione che è stata raggiunta "è politica e non pragmatica".

    Secondo il premier Sobotka, è meglio avere un accordo con conseguenze pesanti per la Grecia piuttosto che avere un paese fallito nell'UE e nella NATO. Nel contempo il capo del governo di Praga ha rilevato che la solidarietà europea deve avere i suoi limiti: "Se la Grecia vuole essere aiutata anche in futuro, deve attuare tutte le riforme che sono necessarie per questo".    

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