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    Graffiti sulle strade di Atene

    #ThisIsACoup

    © AP Photo/ Thanassis Stavrakis
    Economia
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    L’accordo sulla Grecia fa discutere per le pesantissime condizioni che l’Europa ha posto alla Grecia. A pagarne le conseguenze, nel medio periodo, forse anche la Germania, la cui leadership potrebbe essere intaccata dall’esibizione di tanta asprezza.

    Entro mercoledì 15 luglio, cioè tra due giorni, la Grecia dovrà adottare la riforma dell'Iva, quella delle pensioni, quella dell'Elstat, l'Istituto nazionale di statistica, e introdurre tagli semi-automatici alla spesa in caso di deviazioni dall'obiettivo del surplus primario. E' quanto si legge nell'accordo siglato stanotte a Bruxelles. Entro il 22 luglio, prosegue il testo, la Grecia dovrà adottare invece la riforma del codice di procedura civile e recepire la direttiva Brrd, Bank Recovery and Resolution Directive, sul fallimento degli istituti di credito.

    "Solo conseguentemente all'implementazione legale delle prime quattro misure su menzionate — recita il documento — così come alla assunzione di tutti gli impegni inclusi in questo documento dal Parlamento greco, verificato dalle istituzioni e dall'Eurogruppo, potrà essere presa la decisione di dare mandato alle istituzioni di negoziare un memorandum di intesa".

    Nel frattempo, le banche in Grecia restano chiuse e le possibilità di prelevare contanti sono limitate a 60 euro. Il piano di liquidità d'emergenza alle banche greche (Ela) è tuttora congelato a 89 miliardi in attesa degli sviluppi politici.

    Alexis Tsipras alla riunione Eurorguppo
    © AP Photo/ Geert Vanden Wijngaert

    L'accordo sulla Grecia fa dunque discutere per le pesantissime condizioni che l'Europa ha posto alla Grecia per ricevere un nuovo piano di aiuti e rimanere nell'eurozona. Nella notte si è diffuso il trend hashtag "ThisIsACoup" ("Questo è un colpo di Stato") che subito è divenuto virale sul web, anche in Paesi quali Germana e Finlandia, in prima linea nelle imposizioni dei diktat ad Atene. "Il trend hashtag ThisIsACoup è giustissimo — scrive il premio Nobel per l'Economia Paul Krugman nel suo blog sul New York Times — queste condizioni vanno aldilà di una vendetta pura, è la completa distruzione della sovranità nazionale e nessuna speranza di sollievo". Si tratta, ha aggiunto Krugman, di un tradimento grottesco di tutto ciò che il progetto europeo avrebbe dovuto rappresentare. "Il progetto europeo — prosegue Krugman — è un progetto che ho sempre lodato e sostenuto e gli è stato appena inferto un colpo terribile, forse fatale. E qualunque cosa tu pensi di Syriza, o della Grecia, non sono stati i greci a farlo".

    Il quotidiano britannico The Guardian ha definito "waterboarding mentale" il trattamento subito dal premier greco Alexis Tsipras, al quale sarebbe stato intimato di fare le riforme o di rassegnarsi a vedere il suo Paese fuori dall'euro e le sue banche collassare.

    L'economista Mariana Mazzuccato, docente all'Università di Sussex, scrive che "l''indisponibilità a condonare almeno in parte il debito greco è ovviamente un atto d'ipocrisia, se si considera che al termine della guerra la Germania ottenne il condono del 60 per cento del suo debito. Una seconda forma d'ipocrisia, spesso trascurata dai mezzi di informazione, è il fatto che tante banche sono state salvate e condonate senza che la cosa abbia suscitato grande scandalo fra i ministri dell'Economia. Oggi il salvataggio di cui avrebbe bisogno la Grecia ammonta a circa 370 miliardi di euro, ma non è nulla in confronto ai salvataggi internazionali messi in piedi per banche come la Citigroup (2.513 miliardi di dollari), la Morgan Stanley (2.041 miliardi), la Barclays (868 miliardi), la Goldman Sachs (814 miliardi), la JP Morgan (391 miliardi), la Bnp Paribas (175 miliardi) e la Dresdner Bank (135 miliardi)."

    Quello che ora tutti si chiedono è come finirà questa vicenda e se a pagarne le conseguenze, nel medio periodo, non sarà forse anche la Germania, la cui leadership potrebbe essere intaccata dall'esibizione di tanta asprezza.    

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    Unione Europea, Accordo sulla Grecia, vertice, Eurogruppo, Grecia
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