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    Le bandiere dell'UE e della Grecia

    Grecia, nuovo piano del governo

    © AFP 2017/ ARIS MESSINIS
    Economia
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    Il governo prepara un incremento delle aliquote dell'Iva e innalza di circa 4 miliardi la portata delle riforme, con l'economia in recessione del 3%.

    Dodici miliardi di euro di tagli alla spesa e nuove entrate fiscali, per l'Unione Europea riforme, da completare nei prossimi due anni.

    Questo il nuovo piano che la Grecia presenterà entro stanotte ai creditori internazionali, secondo quanto riferisce il quotidiano ellenico Kathimerini. Il governo greco stima per quest'anno una recessione pari circa al 3%, rispetto alla prevista crescita dello 0,5%, vanificata da mesi d'incertezza e da quasi due settimane di misure per il controllo dei capitali. Conseguentemente, le misure per 8 miliardi di euro che la Grecia aveva preventivato per il 2015 e il 2016 dovranno essere aumentate di 2 miliardi di euro all'anno.

    Naftemporiki, altro quotidiano greco, riferisce delle proposte fiscali, che prevederebbero un aumento delle imposte sulle società al 28% dal 26%, un aumento dell'Iva sui beni di lusso dal 10 al 13%, sui prodotti alimentari trasformati, ristoranti, trasporti e alcuni servizi sanitari offerti dal settore privato dal 13 al 23%, per gli hotel al 13 dal 6,5%. Le isole greche dovrebbero tuttavia continuare a godere delle agevolazioni fiscali che i creditori internazionali avrebbero voluto che fossero cancellate.

    La proposta greca è attesa a Bruxelles a fine giornata. Successivamente sarà  oggetto di valutazione da parte dell'Eurogruppo, convocato con ogni probabilità sabato. Sullo sfondo, resta l'esigenza di ristrutturare il debito, per la quale spingono sia il Fmi che la Casa Bianca, in cerca di soluzioni definitive alla crisi ellenica.

    A tal proposito, un portavoce ricorda che la Commissione è al momento impegnata nella "valutazione delle esigenze finanziarie e della sostenibilità del debito come da mandato dell'Esm ieri".

    Nella sua lettera, il ministro delle Finanze greco, Euclid Tsakalotos, ieri ha precisato che la richiesta è per un memorandum di tre anni. Non specifica l'ammontare di denaro chiesto all'Esm, anche se nei giorni scorsi il Fondo monetario internazionale ha stimato che un programma triennale richiederebbe 70 miliardi di euro. Nella missiva, il governo si è detto pronto "ad adottare immediatamente, fin dalla settimana prossima, misure relative al sistema fiscale e al sistema pensionistico".

    Le proposte di oggi  vanno quindi viste come il tentativo di strappare un prestito-ponte in attesa di chiudere il negoziato con i creditori, un'ipotesi finora respinta dai partner.

    Intanto, il mondo finanziario si prepara alla ristrutturazione del sistema del credito, che dovrà procedere di pari passo con il salvataggio del Paese. Alcune grandi banche dovranno fondersi tra loro per sopravvivere alla crisi. Delle quattro grandi istituzioni (National Bank of Greece, Eurobank, Piraeus e Alpha Bank) ne potrebbero rimanere due. 

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    Tags:
    Casa Bianca, crisi, IVA, Crisi in Grecia, riforme, Commissione Europea, Eurogruppo, FMI, Euclid Tsakalotos, Alexis Tsipras, UE, Grecia
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