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    Le proteste in Grecia

    The Telegraph: UE teme un “armageddon” in Grecia

    © AP Photo/ Giannis Papanikos
    Economia
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    L’UE mette in guardia contro un “armageddon” in Grecia in seguito all’eventuale uscita del paese dall’area dell’euro.

    L'edizione inglese The Telegraph riferisce le parole del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, il quale ha dichiarato: "Senza nuovi soldi non si potranno erogare gli stipendi, la sanità cesserà di funzionare, le linee elettriche e i trasporti saranno fuori servizio".

    Dal punto di vista di Martin Schulz, inoltre, se la maggioranza dei greci deciderà di non accettare le condizioni dei creditori, la Grecia dovrà affrontare il blocco delle importazioni.

    Sul referendum, che è in corso in Grecia in questo momento, è attirata l'attenzione di tutto il mondo. I risultati della votazione potrebbero non solo predeterminare il futuro politico ed economico dell'Europa, ma anche avere delle conseguenze per tutta l'economia mondiale.

    The Telegraph rileva che le dichiarazioni di Schulz s'inquadrano nella campagna di pressione, iniziata dall'Europa contro la Grecia sullo sfondo del referendum, nel corso del quale i greci devono decidere, se restare nell'eurozona dopo 5 anni di recessione e disoccupazione galloppante.

    In precedenza il presidente del Parlamento europeo aveva esortato a sostituire il governo della Grecia, legittimamente eletto, con un governo tecnico fino a quando la situazione nel paese non sarebbe tornata ad essere stabile.

    Dal punto di vista del ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, l'UE sta cercando di spaventare i greci per costringerli ad accettare le condizioni dei creditori.

    In un'intervista al quotidiano spagnolo El Mundo, Varoufakis ha detto: "Quello che stanno facendo con la Grecia ha un nome: il nome è "terrorismo".

    The Telegraph sottolinea che la fiducia tra il governo di Atene e gli ispettori UE e FMI è stata persa completamente. Alcuni analisti credono che la situazione in Grecia sia minacciosa non solo per essa stessa, ma anche per tutta l'Europa.

    In precedenza, fa ricordare l'edizione inglese, i rappresentanti europei dell'FMI hanno cercato di impedire la pubblicazione del rapporto del Fondo, nel quale si constatava che la Grecia ha a che fare con un debito insostenibile, pertanto l'alleggerimento dell'onere è una necessità oggettiva. Ciò corrisponde alla valutazione del partito Syriza, secondo il quale l'intesa con i creditori senza la ristrutturazione del debito servirebbe soltanto a provocare una nuova crisi in seguito.

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    Referendum, Crisi in Grecia, Grexit, Syriza, Parlamento Europeo, Martin Schulz, Yanis Varoufakis, UE, Grecia
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