22:15 15 Agosto 2018
Bandiera della Cina

Crisi Grecia “piccola”, stabilità economia mondiale a rischio per bolla finanziaria Cina

© AP Photo / Ng Han Guan
Economia
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Mentre il mondo sta seguendo da vicino lo sviluppo degli eventi in Europa, le notizie che destano ansia arrivano dall'altra parte del pianeta. E' iniziato il crollo del mercato azionario cinese.

Se l'economia cinese, che ha tutte le caratteristiche di una bolla finanziaria, inizierà a patire di problemi gravi, la crisi finanziaria greca raccoglierà l'attenzione di poche persone, scrive il giornale russo "Vzglyad".

Il calo iniziato a metà giugno nel mercato azionario cinese sembra che non abbia intenzione di frenare. Uno dei principali indici cinesi, il "CSI300", è sceso di oltre il 20% dal massimo annuale di febbraio. Secondo un sondaggio di "Bank of America Merrill Lynch", il 70% dei gestori dei fondi globali ritiene che nel mercato cinese si sia formata una "bolla".

Un'altra fonte di preoccupazione è che i segni della bolla finanziaria della Cina sono simili a quelli registrati negli Stati Uniti nel 2008 alla vigilia della crisi dei mutui subprime. I problemi dell'economia cinese e le sue possibili conseguenze superano di molto l'impatto della crisi greca.

Le autorità cinesi non si sono rassegnate al fatto che, dopo diversi anni di crescita costante a doppia cifra, l'economia ha cominciato a rallentare l'anno scorso. La Banca Popolare di Cina l'anno scorso ha cominciato a stimolare la crescita economica facendo leva sul credito e immettendo liquidità. Tuttavia queste azioni non hanno dato un effetto visibile e le previsioni del PIL della Cina cambiano solo in peggio. Le importazioni, la produzione e il mercato immobiliare continuano a contrarsi.

Tutte queste misure da un lato hanno accresciuto le preoccupazioni per l'esplosione di una bolla del credito in Cina. Dall'altra parte hanno contribuito alla nascita di una bolla nel mercato azionario. In qualsiasi momento una di queste bolle può scoppiare.

Per esempio il segno di una bolla nel mercato del credito è la crescita dei prestiti in misura maggiore rispetto alla crescita del PIL. Quando i prestiti crescono del 15-20% contro una crescita dell'economia reale del 7%, allora si può parlare di bolla del credito. Questa situazione viene ora osservata in Cina.

Le banche cinesi investono la maggior parte delle loro attività non nel settore reale (prestiti alle imprese), ma nel mercato azionario. Piuttosto che prestare denaro alle imprese, hanno inviato i loro fondi ai broker per comprare azioni. E' redditizio. Tutto ciò ha contribuito ad una bolla nel mercato azionario.

Il crollo nella seconda metà di giugno è avvenuto dopo che la Banca Popolare di Cina, senza spiegazioni, ha ritirato liquidità dal sistema finanziario del Paese. E' stato fatto per calmare il mercato azionario "in fermento". Gli investitori hanno interpretato questa mossa come la fine della politica monetaria espansiva. Ciò ha immediatamente provocato il crollo delle azioni cinesi.

Il problema principale non è nemmeno che i cinesi consumano di meno e che l'economia non crescerà più velocemente di prima. Fa paura il peso del debito. Serve restituire tutti i prestiti. Tanto più sono emessi prestiti oggi, tanto più dovranno essere ripagati domani. Questo porterà al fatto che il volume dei debiti supererà sensibilmente l'ammontare delle attività.

"Credo che il futuro crollo dei mercati globali sarà ritardato a lungo e in autunno già si discuteranno attivamente le prospettive dell'economia cinese e come essa potrebbe affondare potenzialmente tutta l'economia mondiale," — ritiene Mikhail Fedorov della società "NAS Broker".

Il volume totale del mercato del debito della Cina è relativamente piccolo, circa 120mila miliardi di yuan, pari a circa 20mila miliardi di dollari, mentre il sistema bancario collaterale (shadow banking) non supera i 40mila miliardi di yuan, mentre con tutti i crediti a rischio di insolvenza non va oltre i 50mila miliardi di yuan. La Banca Popolare di Cina ha strumenti sufficienti per combattere tali fenomeni. Pertanto la Cina potrebbe evitare la sorte che ha colpito il mercato statunitense dei mutui subprime nel 2008.

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Borsa&Mercati, Finanze, Economia, Crisi in Grecia, crisi, Banche, Grecia, Cina
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