13:06 23 Settembre 2017
Roma+ 23°C
Mosca+ 13°C
    Moody’s logo

    In caso di Grexit, Italia Paese più colpito per S&P

    © Foto: Flickr
    Economia
    URL abbreviato
    0 38213

    Moody’s taglia il rating della Grecia, mentre Standard and Poor’s mette in guardia Atene e i paesi dell’Eurozona in caso di Grexit.

    Mentre il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, continua a essere ottimista sul futuro dell'Europa, "al di là delle vicende che possono destare immediate preoccupazioni" e sul destino delle finanze italiane, dopo Moody's, anche Standard and Poor's, ha messo in guardia Atene e i Paesi dell'Eurozona.

    Moody's, in una nota giunta nella notte, taglia il rating della Grecia portandolo a Caa3 dal precedente Caa2 e lo mette sotto osservazione per ulteriori declassamenti. Una decisione, chiarisce l'agenzia di rating, al momento legata alle incertezze sull'accordo per il sostegno finanziario, "indipendentemente dall'esito del referendum". Moody's "ritiene che senza il sostegno dei creditori la Grecia andrà in default". "Gli sviluppi degli ultimi mesi hanno messo in luce le distanze tra le parti" aggiunge, e "questo crea significative difficoltà per raggiungere un accordo di supporto economico duraturo". Inoltre "l'annuncio del referendum aggiunge un ulteriore e più acuto rischio per i creditori privati". Eventuali ulteriori declassamenti terranno conto delle implicazioni del referendum circa la volontà di un accordo". Questo perché se i greci bocciassero la proposta dei creditori sottoposta a consultazione "aumenterebbe il rischio di un'uscita dall'euro che imporrebbe perdite significative ai creditori privati".

    Secondo gli analisti di S&P, un'eventuale Grexit avrà "conseguenze severe per l'economia greca, le banche e le aziende non finanziarie", ma l'Italia rischia di essere il principale Paese investito dal prevedibile choc dei mercati, con il rischio di spendere 11 miliardi in più, tra qui e il 2016, per finanziarsi. Non solo i costi diretti di prestiti per una cinquantina di miliardi (36 miliardi secondo il Mef e il ministro Padoan) che diventerebbero carta straccia. All'Italia toccherebbe così una buona fetta dell'aggravio dei costi di finanziamento dell'intera Eurozona, che l'agenzia di rating Standard&Poor's quantifica in 30 miliardi complessivi. Secondo gli esperti del credito, i danni per i vicini continentali non sarebbero tanto sull'economia reale (0,2-0,3% del Pil per i maggiori Paesi dell'Eurozona), quanto sui rendimenti dei titoli di Stato, con enormi differenze tra caso e caso. Il Prodotto interno lordo ellenico calerebbe infatti del 20% in quattro anni, rispetto a uno scenario "standard", mentre per il resto dell'Eurozona l'impatto "potrebbe essere più significativo nei paesi periferici tramite il canale dei mercati dei capitali". In Italia, il rendimento dei Btp decennali potrebbe schizzare nel giro di poco tempo al 3,5% (attualmente siamo al 2,3%), mentre per i Bund decennali — da uno 0,1% verso lo 0,6% di fine 2017 — l'ombrello della Bce sarebbe più che sufficiente.

    Correlati:

    Donald Trump: se la Germania non salverà la Grecia, ci penserà Putin
    La situazione relativa alla Grecia è un duro colpo alla reputazione del FMI
    “La Grecia può essere salvata dai Paesi BRICS”
    Appello cittadini UE su Indiegogo: raccolta fondi salva Grecia per sconfessare politica
    Tags:
    Debito, Crisi in Grecia, Grexit, Moody's, Pier Carlo Padoan, Italia, Grecia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik