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    Die Welt: danni dell’Occidente a causa delle sanzioni più grandi di quelli ufficiali

    © Sputnik. Vladimir Sergeev
    Economia
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    Ancora per molto tempo l’economia dell’Occidente risentirà degli effetti negativi delle sanzioni imposte alla Russia. Lo sostengono Oliver Fritz e Gerhard Streicher dell’Istituto austriaco di ricerche economiche WIFO, intervistati dal tedesco Die Welt.

    I numeri citati dai due economisti "hanno provocato il panico, persino il presidente della Russia Vladimir Putin li ha citati nel suo intervento al Forum economico internazionale di San Pietroburgo: il tentativo di premere economicamente sulla Russia può costare più di 2 milioni di posti di lavoro e fino a 100 miliardi di euro", — scrive il quotidiano.

    Le statistiche ufficiali non sono che la punta dell'iceberg. Secondo i dati ufficiali del primo trimestre, le perdite complessive dell'economia europea ammontano a circa 40 miliardi di euro, ma il tessuto delle relazioni economiche tra i paesi d'Europa è talmente denso che col tempo le perdite potrebbero crescere immensamente, dice Oliver Fritz.

    Lo stesso riguarda anche l'occupazione. Per esempio, secondo i dati dell'Associazione federale delle industrie tedesche (BDI), nelle aziende che direttamente producono (o forniscono servizi) per il mercato russo, lavorano 350 mila persone. Tuttavia, se si considerano i fornitori, la cifra è molto più alta.

    Per spiegarlo, Gerhard Streicher ha citato un semplice esempio: per vendere in Russia un'automobile, lo stabilimento di assemblaggio deve avere 4 pneumatici che, però, vengono prodotti da un altro settore. Le aziende che forniscono gomma, plastica e altri materiali, li producono non solo per l'industria automobilistica della Germania, ma anche per quella della Francia, che pure è costretta a ridurre le sue esportazioni verso la Russia.

    "Dal punto di vista economico, il livello dell'interdipendenza nell'Unione Europea è altissimo. Abbiamo scoperto, per esempio, che un quarto dei danni subiti dall'economia dell'Austria è dovuto al fatto che le aziende tedesche hanno ridotto le loro vendite in Russia. L'industria atomobilistica austriaca dipende in gran parte da quella tedesca. Quindi, anche se l'Austria continua ad esportare come prima, la sua economia subirà comunque gli effetti della contrazione delle esportazioni tedesche", — ha osservato Oliver Fritz.

    Al momento le cifre citate dai due economisti sono soltanto delle proiezioni, perché il tempo passato dopo l'introduzione delle sanzioni è ancora insufficiente per poter valutare gli effetti di lungo termine. In realtà, ammoniscono gli austriaci, gli effetti potrebbero essere ancora più devastanti.

    "Le sanzioni sono uno strumento politico, per un economista è difficile valutarle, ma in ogni caso si tratta di un meccanismo molto costoso, dui cui è impossibile valutare l'efficienza", — riassume Die Welt, citando Gerhard Streicher.     

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    Danni da sanzioni, Economisti, Unione Europea
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