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11:43 20 Luglio 2019
Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo

Forbes: aziende europee ignorano le sanzioni

© Sputnik . Alexei Danichev
Economia
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A differenza delle società americane, le grandi aziende europee del settore dell’energia e della finanza si comportano come se non ci fosse nessuna sanzione contro la Russia, scrive la rivista Forbes.

Poco meno di un anno fa, contro alcuni settori dell'economia russa, sono state varate delle sanzioni a seguito dalla posizione di Mosca sulla crisi in Ucraina. Le restrizioni hanno riguardato le società russe del settore energia e alcune banche. Agli occidentali è stato vietato creare società miste con aziende russe di petrolio e di gas e con quelle che operano nel settore delle esplorazioni, la vendita delle tecnologie è stata bloccata. Tuttavia i contratti firmati la settimana scorsa a San Pietroburgo dimostrano che le aziende più forti dell'Unione Europea ignorano i divieti.

Il memorandum d'intesa, firmato tra Gazprom, la tedesca E.On, l'anglo-olandese Shell e l'austriaca OMV, prevede la costituzione di una joint-venture per la costruzione di un gasdotto tra la Russia e la Germania. Il nuovo metanodotto trasporterà 55 miliardi di metri cubi di gas all'anno — più di quanto è in grado di trasportare il gasdotto Nord Stream, sottolinea la Forbes.

L'amministratore delegato della Shell, Ben van Beurden, ha dichiarato che nel futuro prevedibile Gazprom resterà un'importante elemento del complesso energetico europeo. Con Gazprom la Shell ha firmato inoltre un accordo di partenariato strategico, che prevede lo sviluppo della cooperazione in tutti i segmenti del settore del gas, compreso lo scambio di asset, mentre l'austriaca UniCredit, trascurando le sanzioni, ha firmato con Gazprom un contratto di prestito di 300 milioni di euro.

In luglio dell'anno scorso l'Unione Europea ha vietato alle aziende europee tutte le nuove transazioni finanziarie con la Russia. In settembre poi ha limitato l'accesso della Russia ai mercati dei capitali. Cinque delle banche russe, tra cui la Sberbank e la banca VTB, e tre società russe del settore energetico, sono state tagliate dai prestiti. In testa alla lista c'è la Gazprom, fa ricordare la Forbes.

Eppure, è come se le società europee si stessero preparando alla revoca delle sanzioni, sebbene ciò non potrà succedere prima di gennaio. Al tempo stesso, precisa la Forbes, a San Pietroburgo non è stato annunciato nessun contratto con società petrolifere americane.

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Tags:
Contratti, SPIEF, Aziende europee, Russia
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