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    No-TTIP, proteste contro l'accordo di partnership transatlantica

    L'accordo commerciale tra USA e UE non fa gli interessi dell' Europa

    © AFP 2017/ Emmanuel Dunand
    Economia
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    Nella forma attuale il discusso Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP) non tiene pienamente conto degli interessi dei cittadini europei, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius.

    Il ministro lo ha affermato in diretta alla radio RMC.

    Secondo il capo della diplomazia francese, l'idea originale di sviluppare il commercio è buona, ma l'Europa darà il proprio consenso solo a condizione che porti benefici ai cittadini europei. Pertanto sono necessarie ulteriori discussioni per risolvere diverse questioni importanti.

    "Per esempio oggi i mercati europei sono aperti per gli americani all'80-90%, mentre il mercato USA è aperto solo al 20%. Pertanto diciamo che c'è bisogno di uniformizzare questi problemi," — ha detto Fabius.

    Fabius  inoltre osservato che l'Europa non è d'accordo sulla costituzione di tribunali arbitrali extraterritoriali non governativi, su cui insistono gli americani, che permetterebbe alle grandi multinazionali di citare in giudizio direttamente gli Stati.

    Germania, manifestazioni anti-TTIP
    © AFP 2017/ JOHN MACDOUGALL
    Germania, manifestazioni anti-TTIP

    Il 10 giugno al Parlamento europeo doveva essere messo ai voti il documento TTIP. Tuttavia il voto è stato rinviato in quanto gli eurodeputati hanno presentato più di 200 emendamenti al testo del documento. In precedenza il giornale online "European Gazette" aveva riferito che contro l'accordo commerciale tra UE e USA erano state raccolte 2 milioni di firme in 14 Paesi dell'Unione Europea.

    Gli oppositori dell'accordo, definito "la NATO economica", ritengono che rifletta esclusivamente gli interessi delle multinazionali d'oltreoceano che si battono per per la riduzione del controllo e l'indebolimento dei regolamenti normativi in Europa.

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    Gerd Hoffmann, presidente della filiale bavarese del movimento "Più democrazia" e organizzatore della petizione contro il TTIP che ha raccolto 2 milioni di adesioni, in una intervista con la tedesca "SNA Radio" ha detto che l'ottenimento di un gran numero di firme su una petizione del genere è molto significativo: "Si può dire che la nostra iniziativa è stata ben accolta. Parla da sé il numero di firme."

    Gerd Hoffmann ritiene che il TTIP implichi effetti deleteri per la democrazia. Così ad esempio i processi prescritti per regolare le controversie commerciali non sono previsti dalla Costituzione di nessuno Stato europeo e la collaborazione regolatoria toglie semplicemente potere ai Parlamenti.

    "Per quanto ne sappiamo, l'intenzione dei promotori di questo trattato è quella di equiparare tutti gli standard, — dice Gerd Hoffmann. Di certo i politici lo negano, cercano di soprassedere, ma l'adeguamento delle norme indubbiamente si verifica, perdipiù in tutti i settori, sia in campo sociale sia culturale. Temiamo che fino ad un certo livello il TTIP guiderà una nuova ondata di privatizzazioni, fino alle amministrazioni comunali."

    Inoltre relativamente all'accordo esiste un vero problema di mancanza di trasparenza. Gli incontri dedicati al TTIP si svolgono a porte chiuse, i colloqui non possono essere registrati, non è possibile fare le fotocopie dei documenti. La maggior parte delle riunioni preparatorie sono state condotte dai rappresentanti delle multinazionali, mentre i membri dell'autorità politica sono stati debolmente coinvolti nel processo decisionale. Anche i deputati dell'Europarlamento ottengono con grande difficoltà l'accesso alle parti del documento già elaborate.

    "Non possiamo rassegnarci a questa situazione. Tali processi non sono degni di democrazia. La trasparenza è una condizione della democrazia. In questo caso la condizione non è soddisfatta,"- dice Gerd Hoffmann.

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    Tags:
    commercio, TTIP, Loran Fabius, Germania, UE, USA
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