18:08 30 Ottobre 2020
Economia
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La relazione del Governatore Ignazio Visco all'Assemblea ordinaria dei partecipanti della Banca d'Italia: il rischio greco alimenta tensioni destabilizzanti.

La crescita ricomincia ad intravedersi, seppur in misura minore che nel resto d'Europa. Questo è in sintesi il giudizio sull'Italia che esce fuori dalle considerazioni finali che il governatore della Banca d'Italia espone tradizionalmente a margine dell'Assemblea ordinaria dell'Istituto. Parlando ai partecipanti Ignazio Visco ha analizzato il 2014 sotto il profilo economico finanziario, sottolineando il ruolo delle riforme avviate e della loro implementazione come fattore cruciale per ricominciare a crescere stabilmente.

"Il ritorno a una crescita stabile, tale da offrire nuove prospettive di lavoro,richiede che prosegua lo sforzo di innovazione necessario per adeguarsi alle nuove tecnologie e alla competizione a livello globale"

Questo uno dei passaggi della relazione del governatore, in cui grande importanza viene data alle politiche monetarie messe in campo dalla Banca Centrale Europea, con l'avvio del programma di acquisti Quantitative Easing, in risposta al rischio deflazione che ha colpito molte aree della zona euro.

"Effetti positivi sui mercati finanziari e valutari  — si legge nel documento — si sono manifestati fin dall'annuncio della preparazione del programma. Dall'inizio di novembre, pur con un rialzo nelle ultime settimane che ha riflesso soprattutto un miglioramento delle attese su crescita e inflazione, i rendimenti dei titoli di Stato decennali tedeschi e italiani sono diminuiti rispettivamente di circa 20 e 60 punti base".

Tornando poi ad analizzare nello specifico la situazione italiana, Visco ha messo in guardia dai differenti effetti che le riforme potrebbero avere in diverse zone del Paese, legando il rischio per le aziende del sud di non riuscire ad agganciare quelle trasformazioni dettate dal progresso tecnologico che hanno lanciato i paesi emergenti in questi anni. "Esiste tuttavia il rischio — si legge — particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, che la ripresa non sia in grado di generare occupazione nella stessa misura in cui è accaduto in passato all'uscita da fasi congiunturali sfavorevoli". Formazione continua e sostegno alle politiche attive e passive sul lavoro sono le ricette suggerite dalla relazione, che non manca di sottolineare indirettamente l'interdipendenza tra le economie della zona euro, citando il caso greco. "Le difficoltà delle autorità greche — secondo quanto scritto nella relazione — nella definizione e nell'attuazione delle necessarie riforme e l'incertezza sull'esito delle prolungate trattative con le istituzioni europee e con il Fondo monetario internazionale alimentano tensioni gravi, potenzialmente destabilizzanti".

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Tags:
Quantitative Easing, Banca d`Italia, BCE, Ignazio Visco, Italia
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