19:18 15 Maggio 2021
Economia
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L'annuncio del premier Renzi nel corso della conferenza stampa di ieri sul cosiddetto bonus Poletti. Si potrà andare in pensione prima, accettando una decurtazione dell'assegno.

Dopo mesi di discussioni sul tema delle pensioni, il Governo ha annunciato ieri che dalla prossima legge di stabilità verrà superata la contestata legge Fornero sulle pensioni, con particolare riguardo alle soglie minime necessarie a maturare il diritto all'assegno previdenziale. L'obiettivo è quello di dare la possibilità a lavoratrici e lavoratori di accedere alla pensione prima dell'attuale soglia minima che, in base alla legge approvata nel 2011 dal governo tecnico di Mario Monti, è fissata oggi a 66 anni e 3 mesi di età, nonché in almeno 20 anni di contributi. L'opzione allo studio del Governo prevederebbe una serie di "penalizzazioni", che andrebbero a gravare sull'assegno in base all'età di chi opta per il "pre-pensionamento".

Dopo mesi di discussioni sul tema delle pensioni, il premier Renzi  ha annunciato  che dalla prossima legge di stabilità verrà superata la contestata legge Fornero sulle pensioni
© flickr.com / Palazzo Chigi
Dopo mesi di discussioni sul tema delle pensioni, il premier Renzi ha annunciato che dalla prossima legge di stabilità verrà superata la contestata legge Fornero sulle pensioni

Intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del cosiddetto "bonus Poletti", ossia la contestata decisione presa dal Governo per sanare il vulnus sulla mancata indicizzazione delle pensioni del biennio 2011-12, bollata di incostituzionalità dalla Consulta, Renzi ha parlato anche di questo argomento.

"Se una donna a 61, 62 o 63 anni vuole andare in pensione due o tre anni prima, rinunciando a 20-30-40 euro, per godersi il nipote anziché dover pagare 600 euro la baby sitter, bisognerà trovare le modalità per cui, sempre con attenzione ai denari, si possa permettere a questa nonna di andarsi a godere il nipotino. Le normative del passato sono intervenute in modo troppo rigido"

Una metafora molto colorita quella usata dal premier italiano, che non ha fornito ulteriori dettagli sul progetto rimandandolo alla prossima legge di stabilità. Sul tavolo del governo da mesi sono presenti diversi dossier sulla materia, considerata cruciale da una parte per il peso che il sistema previdenziale fa gravare sulle casse dello Stato,  e dall'altra per lo spiraglio che la riforma aprirebbe in ambito di ricambio generazionale su cui il mercato del lavoro italiano accusa gravi ritardi.

"Le parole del premier sull'eccesso di rigidità delle attuali norme pensionistiche — ha commentato Cesare Damiano — sono musica per le mie orecchie". Il presidente della Commissione Lavoro della Camera, deputato del Partito Democratico e già ministro del Lavoro, è anche il firmatario, insieme al collega Paolo Baretta, del progetto di legge più "papabile" tra quelli presi finora in considerazione. La flessibilità descritta dalla sua proposta, prevede tra le altre cose un taglio del 2% sull'assegno per ogni anno di anticipo, arrivando quindi all'8% del totale in caso di uscita dal lavoro a 62 anni.

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Tags:
pensioni, ddl, governo, Matteo Renzi, Italia
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