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    In Europa ci sono  tante manifestazioni contro TTIP ( Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti)

    Paradiso americano per l’Europa

    © AFP 2017/ TOBIAS SCHWARZ
    Economia
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    Il piano dell’area di libero scambio tra l’UE e gli USA si sta scontrando con un’opposizione sempre maggiore da parte degli europei, ma il processo va avanti, sebbene l’Europa abbia un’alternativa commerciale più conveniente e geograficamente più vicina.

    Alla vigilia del nono round del negoziato per la firma del Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP), iniziato nell'ultimo fine settimana, i critici di questa idea hanno inscenato manifestazioni di protesta in tutto il mondo  — non solo in Europa, ma anhe in America, Asia e persino in Africa. Soltanto in Europa contro il TTIP sono state raccolte 1,7 milioni di firme.

    TTIP è una veste giuridica del mercato comune dei paesi del cosiddetto "miliardo d'oro" e porterebbe alla comparsa di una specie di "NATO economico-commerciale". È chiaro che questa alleanza economica avrà come suo effetto un'influenza ancora più grande sull'Europa da parte degli Stati Uniti e dei fautori dell'atlantismo. Proprio per questo motivo al progetto si oppongono non solo antiglobalisti e partiti di sinistra, ma anche nazionalisti, esponenti di destra, tutti coloro che auspicano l'autonomia dell'Europa, pertanto in seguito le proteste potrebbero divenare un importante elemento di questa lotta.

    Gli USA vogliono fermare l'espansione economica della Cina, almeno in Europa, tanto più che già stanno perdendo la lotta in Asia e in America latina dove un progetto analogo, di Partenariato Transpacifico, è praticamente fallito. Ma soprattutto, Barack Obama vuole lasciare la Casa bianca con almeno una vittoria in politica estera.

    Il negoziato TTIP procede in un clima di massima segretezza, del suo andamento non viene informato neanche il Parlamento europeo. Nel contempo Washington e Bruxelles stanno portando avanti una campagna di persuasione, cercando di far credere agli americani e agli europei che le tariffe saranno più basse, non ci saranno barriere commerciali, saranno creati nuovi posti di lavoro e cresceranno il fatturato e il PIL dei paesi membri.

    Eppure, nonostante un futuro tanto lusinghiero, la maggioranza degli europei non crede alle promesse. Tuttavia, quello che preoccupa di più gli europei non sono tanto le conseguenze economiche dell'accordo, quanto le conseguenze sociali. Molti temono l'eventuale abbassamento degli standard europei, e quindi un peggioramento della qualità della vita, a seguito dell'espansione delle merci americane. "Gli usuali standard alimentari, ecologici, occupazionali e di qualità dei servizi pubblici — tutto ciò sarà messo sottosopra dopo la firma del trattato", — ha dichiarato uno dei leader del partito tedesco Die Linke Bernd Riexinger nel corso di un comizio nella città di Kassel.

    Gli standard dello stato sociale europeo (in primo luogo in Germania e nei paesi Scandinavi) non sono semplicemente compatibili con le regole americane, dove un sistema sociale di tipo europeo non è mai esistito. Ciò significa che gli stati europei dovranno adattarsi per attirare investimenti americani, o trattenere quelli europei, oppure rassegnarsi alla perdita delle fonti di finanziamento a seguito della fuga dei capitali.

    L'imposizione del Partnariato transatlantico avviene sullo sfondo di una politica che intenzionalmente mira a indebolire i legami tra l'Europa e la Russia. Sebbene dal punto di visa formale si tratti di due processi separati, gli USA stanno in sostanza strumentalizzando il conflitto in Ucraina per promuovere l'integrazione atlantica. Costringendo l'Europa a rinnovare le sanzioni e a rinunciare alla cooperazione con la Russia, gli USA stanno restringendo agli europei il margine di manovra.

    Eppure, esistono altre possibilità per rilanciare l'econoia europea. La Cina sta iniziando a costruire la sua "via della seta" in Europa attraverso l'Eurasia. La Russia già da anni propone di creare un'area di libero scambio da Lisbona a Vladivostok. Tuttavia l'Europa preferisce premere sulla Russia, continuando il gioco degli americani e privandosi da sola non soltanto della libertà di manovra sulla direttrice atlantica, ma anche della possibilità di sviluppare le relazioni con la Russia, che sono per essa vantaggiose e non minacciano in alcun modo il suo modo di vivere.

    D'altra parte, non possiamo dire che si tratti della scelta definitiva dell'Europa: gli attuali dirigenti europei difficilmente potranno restare al potere nei loro paesi, se il Partenariato transatlantico sarà comunque firmato e ratificato contrariamente alla volontà della maggioranza degli elettori.

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    Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP), firma, NATO, UE, USA
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