14:58 27 Aprile 2017
    Economia

    Italia fuori dall’euro, referendum nel 2016

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    Marina Tantushyan
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    Nonostante le voci scettiche, il “Movimento 5 Stelle” è riuscito a raccogliere 100 mila firme per organizzare un referendum sull’uscita dell’Italia dalla eurozona.

    E' molto probabile che il loro obiettivo ambizioso sarà raggiunto già nel 2016.

    Uno dei promotori della raccolta firme, il deputato "M5S" Carlo Sibilia ha raccontato a Sputnik-Italia come il suo partito vede l'Italia senza l'euro.

     - Come è nata l'idea di organizzare questa raccolta firme? Avete previsto un appoggio cosi significativo?

    - "Nasce da un'esigenza di voler uscire da una gabbia monetaria che purtroppo non da la possibilità al nostro paese di fare quello che vorrebbe nell'ambito della politica monetaria e fiscale-finanziaria. Per questo abbiamo iniziato un percorso assolutamente di linea con le regole costituzionali e abbiamo cominciato questa raccolta firme che ad oggi ammonta circa oltre 100 mila firme e pensiamo che arriveremmo alla fine a 200 mila firme. Si tratta sostanzialmente di una legge di iniziativa popolare che vorrebbe arrivare ad indizione di un referendum che potrebbe cominciare all'inizio di 2016".

    - Che cosa proponete come l'alternativa all'euro?

    - "Noi vogliamo ripristinare la sovranità della nostra moneta — vogliamo finanziare il nostro debito pubblico con una moneta locale che abbia una  forza adeguata per la nostra economia. Quindi, il nostro scopo è di passare  ad un sistema monetario differente. Questo passaggio potrebbe essere ora molto importante perché renderebbe le nostre risorse appetibili verso l'estero e soprattutto potrebbe giovare all'incremento della domanda interna, che in realtà si sta esaurendo a causa della moneta unica  da cui trae benefici solamente la Germania".  

    - Secondo l'ultimo rapporto Eurispes, il 40,1 per cento degli italiani pensa che per l'Italia sarebbe meglio uscire dall'eurozona, mentre il 55,5 per cento degli euroscettici è convinto che l'Italia debba uscire dall'euro perché sarebbe proprio la moneta unica il motivo principale dell'indebolimento dell'economia italiana. Come commenterebbe questi dati allarmanti? Perché' gli italiani hanno perso la fiducia nella moneta unica?

    - "Credo che gli italiani siano diventati un popolo più povero nel corso degli ultimi 20 anni. Commento positivamente questi dati, perché' significa che nonostante gli italiani siano più poveri, sono meno stupidi ed hanno delle forze politiche che si stanno prendendo la loro responsabilità, come il M5S. Gli italiani hanno capito che uno delle cause dei loro problemi è proprio la perdita della sovranità monetaria e l'erosione della domanda interna. I dati testimoniano che forse è arrivato il momento di reagire e creare un sistema che non faccia male a nessuno — ne al nostro paese, ne all'Europa. Perché noi vogliamo uscire dalla moneta ma non chiaramente dagli altri sistemi che possono essere vantaggiosi per l'Italia".

    - Alcuni economisti dicono che per salvarsi e costruire un futuro sereno l'Italia deve uscire dall'euro, altrimenti la crescita economica non arriverà mai e il livello di disoccupazione sarà sempre destinato ad aumentare. Avete a disposizione dati che confermano questa osservazione?

    -"Assolutamente si. Negli ultimi 10 anni abbiamo perso il 26 per cento della nostra capacità produttiva interna e il livello di disoccupazione è raggiunto il 12,7 per cento — i livelli che in Italia non sono stati mai visti se non subito la dopoguerra. Oggi per acquistare un prodotto italiano è più conveniente andare all'estero che in Italia. Se dopo due, tre, cinque anni tu sempre compri all'estero, all'interno del tuo paese, naturalmente, non trovi più nulla. E quindi, diventi dipendente dall'economia di altri paesi e le piccole e medie imprese, che sono sempre state la statura economica dell'Italia, sono costretti a chiudersi". 

    - Quale sarebbe la vostra mossa successiva?

    - "Attualmente è in corso la raccolta firme che si concluderà a metà maggio ed in cui dobbiamo raccogliere 50 mila firme per proporre questa legge di iniziativa popolare che chiede di istituire un referendum in merito al restare o meno all'interno della moneta unica. Dopodiché questa legge arriverà al parlamento. Come sappiamo, il parlamento italiano ha dei tempi molto lunghi, e quindi speriamo di raggiungere il nostro obiettivo entro la fine del 2015. Ci sono diverse forze politiche, che almeno a parole stanno dicendo che sarebbe meglio uscire dall'euro — pensiamo alla "Lega Nord" o "Forza Italia" o anche ad una parte del "PD" — quindi sarà un momento importante di confronto. Poi vedremmo chi avrà il coraggio di mantenere le proprie promesse. Se questa legge dovesse andare a buon fine, il referendum potrebbe essere indetto nel gennaio 2016".

     

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    Referendum, euro, M5S, Carlo Sibilia, UE, Italia
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