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    Grecia sta ricattando l’Unione Europea

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    Economia
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    Tsipras viene a Mosca. A chiedere i soldi?

    Il primo ministro della Grecia Alexis Tsipras verrà a Mosca l'8 aprile, mentre il giorno dopo (9 aprile) Atene dovrà versare ai suoi creditori 450 milioni di euro. Secondo gli osservatori, Tsipras viene a Mosca per chiedere degli aiuti. Infatti, nonostante la recessione della sua economia, la Russia è in grado di prestare ai greci 1-2 miliardi di euro.

    Il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha informato che Putin e Tsipras parleranno delle relazioni economiche bilaterali, della situazione economica in Grecia e anche delle sanzioni.

    "Le parti discuteranno anche i rapporti tra Mosca e l'Unione Europea nel contesto della politica delle sanzioni da parte di Bruxelles e della reazione piuttosto fredda — a giudicare dalle dichiarazioni dei dirigenti della Grecia — che questa politica suscita ad Atene", — ha detto Peskov. Rispondendo a una domanda su eventuali aiuti finanziari alla Grecia, il portavoce di Putin ha osservato che è tutto da discutere.

    Il ministro delle Finanze della Russia Anton Siluanov ha confermato che al momento la Grecia non ha chiesto aiuti alla Russia. In precedenza Siluanov aveva comunicato che la parte russa è disposta a esaminare la richiesta, se dovesse pervenire. Va detto che Mosca è in grado di aiutare Atene. Secondo i dati del Ministero delle Finanze, il Fondo del benessere nazionale della Russia (come al 1 aprile) ammonta a 74,35 miliardi di dollari, mentre la Grecia deve pagare all'FMI 450 milioni il 9 aprile, altri 200 milioni il 1 maggio e poi il 12 maggio ancora 763 milioni.

    L'Europa è innervosita dall'idea che Tsipras possa diventare un "amico" di Putin. Bruxelles mette in guardia il premier greco e lo sconsiglia di prendere i soldi della Russia. Eppure Tsipras non ha molta scelta. Ha promesso ai suoi elettori di finire con la austerity, ma per ora ci riesce poco. Il nuovo piano delle riforme non ha entusiasmato né Bruxelles, né l'FMI, che non vogliono ristrutturare il debito e, tanto meno, erogare nuovi prestiti. A quanto pare le risorse del governo greco non sono sufficienti per mantenere le promesse sociali e allo stesso tempo pagare i creditori.

    La stampa occidentale scrive che la Grecia non ha soldi nemmeno per effettuare il pagamento del 9 aprile. I greci dicono che la situazione non è poi così disperata, ma l'Europa non crede. Il britannico The Telegraph giorni fa ha scritto che Atene sta elaborando un piano per rilanciare la dracma greca che potrebbe circolare in qualità di moneta parallela. Se il governo greco dovesse scegliere tra un default nei confronti dei propri cittadini e uno verso l'FMI, probabilmente sarebbe il Fondo ad aspettare i suoi soldi.

    È ovvio che in questo momento la Grecia ce la sta mettando tutta, ricattando l'UE con la sua amicizia con Mosca, minacciando i creditori con un default e l'eurozona con l'eventuale riesumazione della dracma, e sperando probabilmente che qualcosa salterà fuori, permettendo di evitare il fallimento. Tutti capiscono però che sarebbe soltanto un attimo di respiro e che il dramma greco sarà lungo.

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