19:11 23 Marzo 2017
     Presidente Mario Draghi alla conferenza di ECB a Francoforte. Il 22 gennaio 2015

    Draghi: “La Grecia ha già avuto molto”

    © REUTERS/ Kai Pfaffenbach
    Economia
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    Tutto pronto per il Quantitative Easing europeo: da lunedì 9 marzo 60 miliardi di euro al mese per l'acquisto di titoli pubblici e privati. Da Cipro il governatore BCE conferma l'esclusione di Atene dalla torta di 1100 miliardi del QE.

    Nel primo dei due meeting BCE previsti fuori dalla sede naturale di Francoforte, il governatore Mario Draghi ha "spiegato" quale sarà l'impatto previsto sull'economia europea del Quantitative Easing, che lunedì 9 marzo partirà ufficialmente. La sede dell'incontro è Cipro, paese il cui salvataggio di due anni fa si rese necessario per l'aggravarsi della crisi del debito greco. E da Nicosia, Draghi ha ieri escluso che proprio la Grecia possa prendere parte al progetto di immissione di liquidità, che da lunedì prossimo inonderà i mercati. Niente soldi per Atene insomma, almeno fino a quando le riforme promesse non saranno portate a compimento.

    Obiettivo del Quantitative Easing sarà quello di riportare l'inflazione della zona euro, oggi a saldo negativo, verso quota 2%. Secondo una serie di previsioni aggiornate e diffuse ieri da Francoforte, l'orizzonte temporale entro cui sarà possibile raggiungere l'obiettivo è fissato al 2017, con il piano varato dalla BCE che potrebbe essere sospeso in anticipo, già nel settembre 2016. Sessanta i miliardi al mese che la Banca Centrale metterà a disposizione dei paesi membri acquistando titoli di Stato e covered bond, ossia obbligazioni bancarie garantite. Gli acquisti da parte dell'Eurotower verteranno anche su quei titoli con rendimento negativo ma, come precisato oggi dal board BCE, fino al livello concesso dai tassi ufficiali, oggi al —0,20%. 

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    Tags:
    BCE, Mario Draghi, Germania
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