00:39 06 Marzo 2021
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Il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, chiama il ministro Guerini: focus su Libia, Afghanistan, tensioni nel Mediterraneo e cooperazione industriale.

Dopo il colloquio telefonico di giovedì tra il segretario di Stato americano, Antony Blinken e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ieri pomeriggio Lloyd Austin, il nuovo capo del Pentagono, ha chiamato l’omologo italiano Lorenzo Guerini.

Al centro della telefonata, la prima dall’insediamento del nuovo presidente Joe Biden, i principali scenari di crisi in cui Italia e Usa sono impegnati: dall’Afghanistan, alla Libia, passando per l’Iraq e il Mediterraneo.

La scorsa settimana il ministro Guerini era volato proprio ad Herat e Kabul, per presenziare alla cerimonia di avvicendamento al Comando del Train Advice Assist Command West (TAAC-W), Comando NATO a guida italiana della missione in Afghanistan “Resolute Support” (RS), ed incontrare le autorità locali, mentre due giorni fa c’è stato un faccia a faccia con il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, in preparazione al vertice dell’Alleanza del prossimo febbraio, in cui si discuterà anche della missione in Afghanistan.

L’Italia, ha ricordato il ministro, fornirà “il proprio sostegno ai negoziati di Doha, per una pace duratura”. “Le nazioni framework - ha affermato - devono essere parte attiva di questo processo”.

Focus anche sulla situazione in Libia che, ha detto Guerini, “rimane tra le principali priorità nazionali”. “La Difesa – ha affermato il ministro nel colloquio con Austin - contribuisce allo sforzo politico italiano di facilitazione del dialogo intra-libico e di pieno sostegno all’azione delle Nazioni Unite”.

Va in questa direzione la recente sottoscrizione “dell’accordo di collaborazione tecnica che ha consentito di ampliare lo sforzo italiano, volto a costruire le capacità libiche, al fine di migliorare l’efficacia operativa e rafforzare la credibilità del Governo di Accordo Nazionale in questa delicata fase del Paese”.

Sul dossier libico la presidenza Biden potrebbe segnare un cambio di passo rispetto al disimpegno che ha caratterizzato l’amministrazione Trump, con un maggiore interventismo per contrastare l’influenza russa e turca nel Paese.

In questo senso, come si legge su Repubblica, non sorprenderebbe anche un passo indietro sul ritiro delle truppe Usa dall’Afghanistan. L’Italia resta impegnata per il dialogo anche nel Mediterraneo, per risolvere le frizioni tra Grecia e Turchia.

Al centro dello scambio anche la cooperazione industriale. “La partecipazione congiunta alle principali operazioni in atto, la presenza in Italia di numerosi militari statunitensi e la crescente sinergia nel settore dell’industria della Difesa – ha detto Guerini - sono gli elementi più qualificanti di una collaborazione industriale, attraverso la quale le principali eccellenze italiane possono esprimere la loro competitività sul mercato statunitense, considerandolo come domestico, così come avviene in Italia per le realtà industriali statunitensi”.

Il Ministro Lorenzo Guerini a colloquio telefonico con il collega statunitense Lloyd Austin
Il Ministro Lorenzo Guerini a colloquio telefonico con il collega statunitense Lloyd Austin
“Le importanti cooperazioni industriali transatlantiche in atto ci fanno guardare con soddisfazione e ambizione a nuove future opportunità di collaborazione”, ha detto ancora il ministro che venerdì ha visitato la portaerei Cavour, che sta viaggiando proprio verso gli Stati Uniti “per le attività di integrazione del velivolo F35”.

Al momento soltanto Israele dispone di questi velivoli nella regione. L’Italia, “tra i pochi ad avere portaerei che imbarcano aerei di quinta generazione” ha ricordato Guerini, potrà utilizzarli nelle aree di crisi.

​“Italia e Stati Uniti sono legati da una solida e duratura amicizia che trova nel settore della Difesa uno dei maggiori punti di forza”, ha ribadito Guerini, aggiungendo che “l’appartenenza all’Alleanza Atlantica e la comune partecipazione alle principali missioni internazionali, gli accordi bilaterali esistenti tra i due Paesi e la crescente sinergia nel settore dell’industria della Difesa sono gli elementi più qualificanti di una collaborazione che non esito a definire privilegiata”.

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