10:34 26 Febbraio 2021
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L’idea sviluppata dal think thank progressista Center for American Progress (Cap) è stata sottoposta al presidente americano Joe Biden. L'obiettivo è spingere gli alleati europei a contribuire al finanziamento dell'Alleanza Atlantica.

Una banca della Nato per aiutare gli Stati membri ad investire nella difesa e raggiungere la soglia di spesa del 2 per cento del Pil, fissata dall’Alleanza nel trattato dell’Atlantico del Nord.

L’idea è stata sottoposta al nuovo presidente Usa Joe Biden dal Center for American Progress (Cap), un think thank progressista di Washington, ed è stata sviluppata, come riporta Formiche, in uno studio curato da Max Bergmann Siena Cicarelli.

L’obiettivo dell’istituto, concepito sul modello delle altre istituzioni finanziarie internazionali, è quello di fornire prestiti a lungo termine, con interessi bassi, per aiutare gli alleati a colmare i propri gap nel settore della difesa.

Compreso il nodo relativo alla soglia del 2 per cento, che alcuni Stati, fra cui l’Italia e il Canada, faticano a raggiungere. Oltre agli Usa, infatti, come ricorda un approfondimento della Luiss, a spendere almeno il 2 per cento sono soltanto Francia, Norvegia, Gran Bretagna, i Paesi dell’Est Europa che si armano in funzione anti-russa, come Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, la Romania e la Grecia, che ha aumentato la spesa per difendersi da un altro alleato della Nato, la Turchia.

Poi c’è la questione dell’ammodernamento degli arsenali di alcuni Paesi, in particolari quelli ex sovietici, che in alcuni casi non sono all’altezza degli standard dell’Alleanza.

Inoltre, come si legge sul Manifesto, secondo il progetto del Cap, la banca aiuterebbe gli Stati ad investire in infrastrutture per permettere il transito di mezzi corazzati in Europa e nelle reti 5G ad uso militare, oltre che rappresentare un’alternativa alle banche di Russia e Cina.

Insomma, secondo il think thank vicino ai Dem gli Stati europei devono capire che non possono essere soltanto gli Usa a finanziare l’Alleanza.

Il problema, però, nota Manlio Dinucci sempre sul Manifesto, è che gli Stati membri accumulerebbero una quota sempre maggiore di debito estero nei confronti di un’istituzione controllata da Washington.

Debito che, va avanti l’analista, servirebbe a finanziare anche i colossi dell’industria della Difesa a stelle e strisce. Uno su tutti, la Lockheed Martin che produce gli F-35.

Insomma, che sia realizzabile o meno, la proposta del Center for American Progress mostra chiaramente il cambio di passo rispetto all’amministrazione Trump.

Gli obiettivi, osserva Formiche, restano gli stessi, a partire dal maggiore coinvolgimento degli alleati europei nel finanziamento della Nato. È l’approccio a cambiare, verso un maggiore utilizzo di diplomazia e soft power.

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