00:45 02 Marzo 2021
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L'Iran respinge le accuse di Israele riguardo al suo programma nucleare e non considera l'uranio arricchito fino al 20% come la fine dell'accordo nucleare, ha sottolineato il viceministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

"Tali accuse vengono continuamente lanciate dai sionisti e non hanno alcun fondamento, essendo vuote", ha detto Araghchi sul canale IRIB TV2.

"Un regime che ha armi nucleari non può accusare l'Iran di cercare di ottenere armi nucleari".

All'inizio di questa settimana, Teheran ha dichiarato di aver iniziato a produrre il 20% di uranio arricchito nel complesso nucleare di Fordo. In risposta, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che la decisione dell'Iran di aumentare il livello di arricchimento dimostra l'intenzione di Teheran di continuare a sviluppare il suo programma nucleare militare e si è impegnato a impedire alla Repubblica islamica di creare una bomba nucleare.

In base al Piano d'azione globale congiunto (PACG) del 2015 all'Iran è stato permesso di arricchire l'uranio fino al 3,67%, tuttavia Teheran ha sospeso il suo obbligo per il ritiro degli Usa dall'accordo nel maggio 2018, dopo che Israele ha accusato le autorità iraniane di mentire sulle sue strutture con l'obiettivo di creare segretamente una bomba nucleare.

Inoltre la Repubblica islamica ha potenziato le sue attività nel settore lo scorso novembre, a seguito dell'assassinio del massimo scienziato nucleare Mohsen Fakhrizadeh, che l'Iran ha attribuito agli israeliani.

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