01:28 03 Marzo 2021
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Determinante il contributo dell'azienda italiana nella creazione dei 31 elicotteri commissionati lo scorso novembre a NHIndustries dalla marina tedesca per ammodernare la propria flotta entro il 2025.

Rimodernare la propria flotta elicotteristica sta diventando sempre più prioritario per il contrasto alle minacce, non solo nel campo militare, ma anche civile, come dimostra la pandemia affrontata nel corso di quest’anno.

Anche per questo a novembre scorso l’Agenzia Nato Nahema (Nato Helicopter Management Agency), per conto della Bundeswehr, ha deciso di acquistare da NHIndustries, la joint venture costituita da Airbus Helicopters, Gin Fokker e dall’italiana Leonardo, 31 elicotteri multiruolo NH90 MRFH Sea Tiger da dare in dotazione alla marina tedesca. I velivoli entreranno in funzione nel 2025.

La firma del contratto, come riferisce La Stampa, ricorda il ruolo cruciale che Leonardo svolge nel programma NH90 di cui detiene una quota del 32 per cento, il più esteso mai lanciato in Europa, sviluppato, come si legge sul sito dell’azienda, “per soddisfare le esigenze degli operatori militari di tutto il mondo” con “sistemi dedicati di missione differenziano la versione per operazioni terrestri (TTH) da quella per operazioni navali (NFH)”.

Finora sono stati prodotti circa 430 elicotteri, in servizio in tutto il mondo, con “270.000 ore di volo in missione, in presenza di qualsiasi condizione climatica, sia in ambiente terrestre che marittimo”.

“L’NH90 rappresenta la scelta ideale per lo svolgimento di missioni in un moderno contesto operativo grazie ad una struttura interamente in materiali compositi con una grande cabina, il suo eccellente rapporto peso / potenza e la sua vasta gamma di equipaggiamenti”, spiega la società che si occupa in particolare della “progettazione, produzione e/o integrazione di un’ampia gamma di sistemi e componenti critici dell’elicottero”.

Tra questi, fa sapere l’azienda, ci sono “la sezione di coda della fusoliera, il sistema idraulico, il pilota automatico, l’integrazione dell’impianto propulsivo, il sistema di missione della variante navale NFH (integrando sonar, radar, sistema elettro-ottico, sistemi di autoprotezione elettronica e di identificazione, sistemi video e gestione dei sistemi d’arma comprendenti missili aria-superficie e siluri per il contrasto a minacce navali e sottomarine)”.

Inoltre Leonardo si occupa di integrare “sistemi dedicati come il suo sistema anti-collisione Laser Obstacle Avoidance System (LOAM), il suo elettro-ottico LEOSS-T, mitragliatrici di tipo gatling sul portellone per alcuni clienti”.

In Germania gli elicotteri NH90 sostituiranno i vecchi Sea Lynx Mk88A degli anni ’80. Tra le caratteristiche dei nuovi Sea Tiger ci sono i più innovativi sistemi di missione navali, sviluppati appositamente per gli scenari di guerra marittima più impegnativi, compreso il sistema elettro-ottico di ultima generazione LEOSS-T di Leonardo che, secondo il  Direttore Generale della NATO Helicopter Management Agency, Giorgio Gomma, "fanno dell'NH90 uno degli elicotteri ASuW/ASW più avanzati al mondo".

Si tratta per Nathalie Tarnaud-Laude e Claudio Nittoli, rispettivamente presidente e Managing Director di NHIndustries, di un concentrato di "eccellenza dell'industria europea, che getta le basi per i futuri NH90 navali". "Siamo fieri - fanno sapere i rappresentanti della joint venture - di essere parte dell'evoluzione delle forze di difesa europee". 

Nei giorni scorsi, sempre nell’ambito del programma NH90, hanno preso il volo per la prima volta due degli elicotteri destinati alle forze aeree del Qatar. Lo Stato ha acquistato 16 NH90 TTH e 12 NH90 NFH, oltre ad un pacchetto completo di supporto, manutenzione, addestramento e infrastrutture, con un possibile ampliamento con l’acquisto di ulteriori 12 unità. La consegna dell’ultimo velivolo è prevista per il 2025.

Negli ultimi anni, sottolinea La Stampa, la Difesa italiana ha avviato diverse iniziative per ammodernare la propria flotta, coinvolgendo, in un’ottica di lungo periodo anche gli Usa e la Nato.

“Facciamo parte del sistema Nato, quindi i soldi investiti in Europa per sviluppare delle capacità europee rientrano nella Nato e per la Nato”, ha detto in proposito l’ad di Leonardo, Alessandro Profumo, citato dal quotidiano di Torino, sottolineando però l’importanza della creazione di “un sistema di difesa europeo” al fine di “ottimizzare le nostre capacità di spesa”.

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