01:04 25 Febbraio 2021
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L'intercettazione è l'ultimo incidente che ha coinvolto aerei NATO e russi che volano vicino ai confini marittimi della Russia. Eventi simili si verificano regolarmente, dai Mari di Barents Baltico a nord al Mare di Bering ad ovest, fino al Mare di Okhotsk nell'Estremo Oriente russo.

Un caccia russo Sukhoi Su-27 è stato fatto decollare per intercettare un velivolo di sorveglianza dell'aeronautica americana sopra il Mar Nero, ha annunciato il ministero della Difesa russo.

È stato riferito che l'aereo statunitense coinvolto era un Boeing RC-135, mentre il Su-27 è stato fatto decollare dopo che i radar terrestri avevano rilevato il velivolo americano mentre si avvicinava al confine marittimo russo.

"Per identificare il bersaglio aereo e prevenire la violazione del confine di Stato russo, un caccia Su-27 delle forze di difesa aerea del distretto militare meridionale è stato lanciato. L'equipaggio del caccia russo ha identificato l'obiettivo come un aereo di ricognizione strategica RC-135 appartenente alla US Air Force e scortato sulle acque del Mar Nero", ha reso noto il ministero in un comunicato.

Secondo i militari il Su-27 è tornato alla base dopo che l'aereo statunitense ha fatto marcia indietro e si è allontanato dal confine. 

Come avviene comunemente dopo tali operazioni, il ministero ha sottolineato che il volo di sabato del Su-27 "è stato effettuato in stretta conformità con le regole internazionali per l'uso dello spazio aereo". L'esercito russo ha enfatizzato questo aspetto nei suoi comunicati stampa dopo che il Pentagono ha iniziato ad accusare i piloti russi di manovre "irresponsabili" e "non sicure" durante le intercettazioni, compreso l'occasionale avvicinamento a pochi metri dalle ali o dalla fusoliera degli aerei statunitensi per "incoraggiarli" a cambiare rotta.

SU-27
© Sputnik . Sergey Guneev
SU-27

L'incidente di sabato si inserisce nel solco delle tensioni di lunga data tra Russia e NATO, iniziate in seguito alla crisi ucraina di inizio del 2014. Oltre a rafforzare il dispiegamento di truppe nell'Europa orientale e a installare sistemi di difesa missilistica in Romania e Polonia, la NATO ha notevolmente aumentato le pattuglie di bombardieri strategici, aerei da ricognizione e droni spia lungo i confini marittimi della Russia nei mari Nero, Baltico e di Barents, oltre che nei Mar di Okhotsk, del Giappone e di Bering nell'Estremo Oriente russo.

Il 22 novembre gli Stati Uniti hanno formalmente abbandonato il Trattato sui cieli aperti, che permetteva ai loro aerei di svolgere missioni per raccogliere legalmente informazioni sulle forze e le attività militari della Russia attraverso velivoli appositamente identificati. La Russia ha fatto sapere che per il momento non ha intenzione di abbandonare il trattato, che include anche altri Stati della NATO. Tuttavia la scorsa settimana il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che i restanti partner del trattato devono attenersi ai loro obblighi e non fornire i dati raccolti a Paesi terzi.

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