03:15 04 Dicembre 2020
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Gli Usa hanno annunciato l'impiego di motovedette della Guardia Costiera statunitense nelle acque contese con la Cina, come contrasto all'attività "destabilizzatrice e maligna" di Pechino.

Gli Stati Uniti si preparano ad entrare militarmente nel Mar della Cina meridionale, conteso con Pechino.

Lo ha annunciato una nota del dipartimento di sicurezza in cui Robert O' Brien, consigliere nazionale, definisce gli Stati Uniti una "potenza del Pacifico" e accusa la Cina di attività di "pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata" e di "abusi nei confronti di navi operanti nelle zone economiche esclusive di altri paesi" dell'Indo-Pacifico.

Gli Usa quindi prendono l'impegno di contrastare l'attività  "destabilizzatrice e maligna" della Cina in favore di una regione indo-pacifica "libera e aperta" in cui le nazioni che "la pensano allo stesso modo sostengono l'ordine internazionale basato sulle stesse regole", prosegue la nota.

Nelle acque contese gli Stati Uniti dispiegheranno la propria Guardia costiera degli Stati Uniti (USCG) per contrastare la "minaccia la nostra sovranità, così come la sovranità dei nostri vicini del Pacifico e mette in pericolo la stabilità regionale", rappresentata da Pechino. 

"Il rafforzamento della presenza dell'USCG nell'Indo-Pacifico garantisce che gli Stati Uniti rimarranno il partner marittimo preferito nella regione", conclude la nota.

Le dichiarazioni del consigliere O' Brien arrivano alla vigilia della visita del segretario di Stato Mike Pompeo in alcuni Paesi asiatici.  

La situazione del Mar cinese meridionale 

Nell'agosto 2020, la Cina ha avvertito gli Stati Uniti che permane la possibilità di "incidenti militari" in mare qualora Washington dovesse continuare a provocare "problemi nel Mar Cinese Meridionale" con il pretesto della libertà delle operazioni di navigazione - cosa che il Pentagono ha fatto regolarmente negli ultimi anni nonostante le obiezioni di Pechino.

Le autorità cinesi hanno ripetutamente chiesto agli Stati Uniti di "porre fine al loro comportamento provocatorio", ma queste richieste sono cadute nel vuoto.

Washington dal canto suo ha ripetutamente condannato quella che chiama "la militarizzazione cinese del Mar Cinese Meridionale" - un'area piena di rivendicazioni territoriali contrastanti da parte di Cina, Malesia, Vietnam, Brunei e Filippine, ma che è per lo più controllata dalle forze di Pechino.

La Cina ha costruito numerose strutture e basi militari in tutta la regione, insistendo però sul fatto che sono di natura puramente difensiva.

Pechino ha affermato che la cosiddetta "militarizzazione" del Mar Cinese Meridionale è stata causata principalmente dagli stessi Stati Uniti.

Secondo le autorità cinesi, le azioni di Washington stanno in realtà ostacolando i tentativi di risolvere le controversie tra gli attori a livello regionale.

Recentemente il presidente della Repubblica Popolare cinese, Xi Jinping si è rivolto alle forze armate chiedendo di "mantenere uno stato di massima allerta" e li ha invitati a "mettere tutta (la loro) mente ed energia nella preparazione alla guerra" e ha chiesto loro di essere "assolutamente leali, assolutamente puri e assolutamente affidabili".

Tags:
Guardia Costiera, Cina, USA
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