12:10 20 Ottobre 2020
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L'ambasciatore armeno in Russia risponde alle parole di Erdogan sull'escalation in Nagorno Karabakh: l'Armenia è pronta ad impiegare i sistemi missilistici Iskander a sua disposizioni contro i velivoli nemici.

Erevan impiegherà i sistemi missilistici Iskander se la Turchia utilizzerà i caccia F-16 nel Nagorno-Karabakh, mentre per l'abbattimento dei droni turchi sono sufficienti i sistemi di difesa aerea a disposizione, ha dichiarato Vardan Toganyan, ambasciatore armeno in Russia.

Nel 2016, l’Armenia è diventato il primo paese straniero ad ottenere dalla Russia il sistema Iskander con missili tattico-operativi.

"I vertici militari hanno più volte dichiarato che se la spada di Damocle sotto forma di F-16 turchi incomberà sul popolo del Nagorno-Karabakh, saranno adottate tutte le misure, compresi gli Iskander. Quindi le forze armate armene saranno costrette ad utilizzare tutto il loro arsenale per garantire la propria sicurezza", ha affermato  Toganyan a Sputnik.

Tuttavia, l’ambasciatore ha fatto notare che per tali misure non è ancora arrivato il momento, in quanto attualmente per abbattimento dei droni turchi e azeri vengono utilizzati sistemi di difesa aerea.

“Per ora i nostri sistemi sono sufficienti”, ha detto il diplomatico.

L'escalation nel Nagorno-Karabakh

Nella mattinata di domenica si è assistito ad un'escalation di violenza sulla linea del fronte nella regione contesa del Nagorno Karabakh. Nella autoproclamata Repubblica è stato annunciato che le forze armate dell'Azerbaigian avevano aperto il fuoco, bersagliando anche la capitale Stepanakert, facendo anche diverse vittime tra la popolazione civile.

Azerbaigian e Armenia si sono vicendevolmente accusate della responsabilità dell'inasprimento della situazione. Il Ministero della Difesa azero ha affermato che ad iniziare i bombardamenti sarebbero stati i militari armeni.

A loro volta, i vertici delle forze armate di Yerevan hanno sostenuto che il territorio del Karabakh è stato sottoposto a pesanti bombardamenti missilistici da parte dell'esercito di Baku. Tutti gli attori del conflitto hanno annunciato la mobilitazione, parziale o totale e lo stato di guerra.

Il Ministero degli Esteri russo ha invitato ambedue gli schieramenti a cessare immediatamente le ostilità e a riprendere la strada del negoziato e della diplomazia.

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