15:24 24 Ottobre 2020
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Gli Stati Uniti sono pronti a discutere con la Russia qualsiasi argomento proposto, ma non ritireranno le loro armi nucleari dall'Europa, ha detto l'inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti, Marshall Billingsley, in un'intervista ad un quotidiano russo.

Rispondendo alla domanda posta dal giornalista del giornale Kommersant, se gli Stati Uniti fossero pronti a ritirare le loro armi nucleari dall’Europa, Billingsley ha risposto perentorio: "No, non lo faremo. Ma siamo pronti a discutere con la Russia di tutto ciò di cui vorrà parlarci".

"Prendiamo molto seriamente la posizione della parte russa e riteniamo importante condurre un dialogo professionale sulle questioni di reciproco interesse, oltre che di preoccupazione per una delle parti. Pertanto, siamo certamente pronti a parlare con la Russia della NATO e delle nostre garanzie di deterrenza nucleare fornite ai membri dell’Alleanza. Tuttavia non rimuoveremo le armi nucleari da nessuno dei nostri siti di stoccaggio. E non chiediamo lo stesso alla Federazione Russa. Non chiediamo alle autorità russe di ritirare tutte le loro armi nucleari da Kaliningrad o di fare qualcosa di simile", - ha detto Billingsley.

"Pertanto, no, non prevediamo alcuna azione specifica che potrebbe influenzare alcun cambiamento nei siti di stoccaggio o dispiegamento delle armi nucleari", ha concluso.

Il 17-18 agosto Vienna ha ospitato un ennesimo ciclo di consultazioni tra la Federazione Russa e gli Stati Uniti sulla stabilità strategica e il controllo degli armamenti. Le delegazioni erano guidate dal viceministro degli esteri russo Sergei Ryabkov e dallo stesso rappresentante speciale del Presidente degli Stati Uniti per il controllo degli armamenti Marshall Billingsley. Dopo i colloqui Ryabkov ha affermato che la parte americana aveva dimostrato di non chiudere del tutto la possibilità di prorogare il trattato START, anche se Washington non si era dimostrata ancora pronta a formalizzare questa intenzione.

Il Trattato per la riduzione delle armi strategiche (START - Strategic Arms Reduction Treaty) è l'unico trattato ancora esistente sulle limitazioni delle armi tra Russia e Stati Uniti. Scadrà il 5 febbraio 2021. Il Presidente russo Vladimir Putin aveva già proposto di prorogare il contratto di altri cinque anni senza condizioni preliminari. Nel frattempo, l'amministrazione statunitense a vari livelli aveva sottolineato la necessità di includere la Cina nei negoziati per giungere ad un nuovo accordo nucleare trilaterale che comprendesse anche la superpotenza asiatica. A Pechino questa idea viene rifiutata.

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