01:11 28 Settembre 2020
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L'inclusione della Cina nel dialogo sul disarmo è un "interesse comune" di Stati Uniti e Russia, tuttavia, a causa della riluttanza di Pechino a partecipare alla discussione trilaterale, Washington potrebbe prima intraprendere l'opzione a "due fasi".

Gli Stati Uniti stanno cercando d'includere la Cina nel dialogo sul disarmo, cosa che tuttavia Pechino è riluttante a fare. In virtù di questo Washington potrebbe prima intraprendere l'opzione a "due fasi": sviluppare un nuovo quadro d'interazione con Mosca, e solo allora cercare negoziati su un accordo a tre Paesi, ha detto l'inviato speciale degli Stati Uniti per il controllo degli armamenti Marshall Billingsley in un'intervista al quotidiano giapponese Nikkei.

Il terzo trattato sulla riduzione delle armi strategiche (START-3) rimane l'unico trattato sulla limitazione delle armi in vigore tra la Russia e gli Stati Uniti. Scade il 5 febbraio 2021. Il presidente russo Vladimir Putin aveva già proposto di prorogare il contratto di cinque anni senza condizioni preliminari.

L'amministrazione statunitense a vari livelli ha sottolineato la necessità di includere la Cina nei negoziati per negoziare un nuovo accordo nucleare trilaterale tra Russia, Cina e Stati Uniti. Pechino rifiuta questa idea. Billingsley dovrebbe incontrare a Vienna il vice ministro degli esteri russo Sergei Ryabkov il 16-18 agosto. Uno degli argomenti di discussione sarà il futuro di START-3.

"A lungo termine, l'incremento dell'arsenale cinese potrebbe influenzare la sicurezza della Russia a vari livelli. La cooperazione tra la Cina sul disarmo è nell'interesse comune di Russia e Stati Uniti", la pubblicazione cita le parole dell'inviato speciale americano.

Billingsley ha anche ricordato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "aderisce alla posizione della possibilità di estendere l'accordo, fatte salve le condizioni". Inoltre, come scrive il "Nikkei", l'inviato speciale degli Stati Uniti non ha escluso che Washington tenterà di esercitare una certa influenza sulla Cina attraverso il dialogo con la Russia e potrebbe intraprendere "l'opzione in due fasi".

"I negoziati bilaterali sarebbero un metodo molto saggio", ha aggiunto.

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