02:24 28 Settembre 2020
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Le forze armate statunitensi hanno iniziato a schierare Marines a rotazione in Norvegia all'inizio del 2017, aumentando il loro numero da 330 a 700 nel 2018. La Russia ha definito gli schieramenti "ostili" e ha avvertito che non sarebbero "rimasti senza conseguenze".

Il Corpo dei Marines ha annunciato modifiche alla sua politica di schieramento in Norvegia a partire da ottobre, con i precedenti schieramenti della durata di sei mesi che dovrebbero essere sostituiti da rotazioni "episodiche" più brevi, ha annunciato il portavoce del Corpo, il maggiore Adrian J.T. Rankine-Galloway .

"A partire da ottobre 2020, i Marines statunitensi passeranno a un modello di schieramento episodico al fine di sincronizzare meglio il loro addestramento artico con le forze norvegesi e per consentire una maggiore flessibilità operativa per il Corpo", ha detto Rankine-Galloway in una dichiarazione.

"Non ci stiamo ritirando e, a volte, schiereremo un numero maggiore di Marines qui rispetto a prima", ha sottolineato il portavoce. "Questo nuovo modello di spiegamento contribuisce a un Corpo dei Marines più letale e capace, che supporta la Strategia di difesa nazionale e, per estensione, le capacità dell'Alleanza NATO di difendersi dalle minacce dei concorrenti", ha aggiunto.

I Marines prevedono di schierare circa 400 unità in Norvegia tra ottobre e dicembre, con un secondo contingente di circa 1.000 soldati che dovrebbe sostituirli tra gennaio e marzo 2021.

"La transizione dei modelli di schieramento del Corpo dei Marines degli Stati Uniti non è correlata alla ridefinizione della presenza delle forze statunitensi in Germania", ha insistito Rankine-Galloway, aggiungendo che il Corpo sta cercando di implementare l'addestramento come forza di spedizione navale, bilanciandolo con l'addestramento alla guerra artica.
L'annuncio arriva a seguito di un rapporto della scorsa settimana dal Barents Observer, secondo cui solo 20 Marines potrebbero essere lasciati in Norvegia a seguito di una ridistribuzione pianificata.

In precedenza, i media norvegesi avevano riferito che il Corpo dei Marines degli Stati Uniti veniva ridefinito come una forza marittima con una priorità ridotta per il combattimento terrestre, per consentire loro di schierarsi in potenziali zone calde del pianeta come il Mar Cinese Meridionale. In quanto tale, la forza si sbarazzerà del suo contingente di carri armati e di altre attrezzature pesanti, con un numero di truppe che dovrebbe essere ridotto di 12.000 effettivi.

Norvegia e Russia condividono un confine terrestre di 195,7 km e uno marittimo di 23,2 km. Nel 2018, dopo che il Pentagono aveva più che raddoppiato il contingente di Marines di stanza nella nazione scandinava, l'ambasciata russa ha avvertito che "tali azioni rendono la Norvegia meno prevedibile e possono aumentare le tensioni, causare una corsa agli armamenti e portare a destabilizzare la situazione nel nord Europa". Il dispiegamento dei Marines pose fine a quasi 70 anni di politica norvegese, succeduta alla Guerra mondiale, per non far stazionare altre truppe NATO sul suo territorio a meno che non fosse attaccato o minacciato.

Il cambiamento nella strategia di dispiegamento norvegese segue l'annuncio del mese scorso del Pentagono riguardo il ritiro del suo dispiegamento in Germania, con 11.900 soldati che dovrebbero essere ridistribuiti (5.600 di loro in altre nazioni NATO e 6.400 rimandati mandati a casa). Tale processo è iniziato nonostante l'opposizione bipartisan al Congresso, con il presidente Donald Trump che ha giustificato la mossa accusando Berlino di non aver pagato la sua quota per la difesa e criticato il governo tedesco per l'acquisto di gas russo invece del più costoso GNL statunitense.

Circa 24.000 soldati statunitensi rimarranno in Germania dopo la ridistribuzione. Le forze statunitensi sono di stanza nel paese dal 1945.

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