17:15 07 Agosto 2020
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L'amministrazione Trump sta cercando finanziamenti per la modernizzazione del potenziale nucleare statunitense; prevede di sviluppare una nuova testata lanciata da un sottomarino, che sarà inclusa nell'arsenale nazionale entro il 2040.

Il Pentagono ha delineato le vulnerabilità percepite del suo arsenale esistente nel tentativo di convincere i legislatori a fornire finanziamenti per una nuova arma atomica.

La testata nucleare lanciata da sottomarini, nota come W93, è stata proposta quest'anno per sostituire la W76 e la W88. Il W93, che sarebbe il primo nuovo progetto di arma nucleare nazionale negli ultimi decenni, dovrebbe essere disponibile nell'arsenale dell'esercito americano tra il 2030 e il 2040. Si stima che l'intero programma abbia un costo di almeno di 14 miliardi di dollari.

La commissione della Camera dei Rappresentanti questo mese aveva bloccato la richiesta di 53 milioni di Donald Trump per finanziamenti per avviare lavori su progetto di una testata e del tank Mark 7. Il progetto deve ancora essere discusso al Senato.

Roll Call, un giornale con sede a Washington che si occupa della legislazione, ha riferito mercoledì di aver ottenuto il documento  sul bilancio che presenta il programma nucleare ai legislatori.

Il documento è stato inviato dal Congresso dal Dipartimento della Difesa e dall'Amministrazione nazionale per la sicurezza nucleare al Dipartimento dell'Energia questa primavera, secondo il rapporto.

Il W93 "migliorerebbe l'efficacia operativa e mitigherebbe una varietà di rischi che sono presenti nella forza attuale", si dice nella nota.

Nel sostenere la necessità di una nuova testata, il Pentagono e l'NSSA avrebbero affermato di "fornire una copertura tecnica" contro il rischio nel caso le attuali testate della Marina, trasportate da missili Trident e lanciate da sottomarini di classe Ohio, dovessero avere problemi tecnici.

Hanno anche sostenuto che affidarsi ai bombardieri dell'aviazione avrebbe "ridotto la reattività". Una maggiore dipendenza dai lanciatori di testate balistiche intercontinentali "aumenterebbe la dipendenza da un lancio in regime di attacco", hanno detto, alludendo alla strategia che prevede il lancio di armi nucleari in caso di rilevazione di un attacco nucleare in arrivo, un approccio che i critici hanno a lungo insistito sia potenzialmente incline a lanci accidentali.

La Marina americana impiega attualmente circa 1.900 armi nucleari, disponibili in due varietà: quasi 1.500 W76 (e le sue versioni a bassa potenza) e circa 400 W88. Il W76, in servizio dal 1978, ha la potenza di sei bombe Hiroshima (100 kt), mentre il più recente W88 è circa cinque volte più distruttivo del W76 (475 kt).

Il libro bianco afferma inoltre che la Marina aveva bisogno di una terza opzione più potente che potesse aiutarla a evitare un possibile problema tecnico in una delle due testate esistenti.

Un portavoce della NNSA ha dichiarato a Role Call che l'agenzia lavora per ridurre al minimo la possibilità di problemi tecnici significativi ma "a causa della nostra dipendenza dal W76, la prudenza ci chiede di attuare una riduzione del rischio".

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Sviluppo armi nucleari, Armi nucleari
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