01:21 28 Ottobre 2020
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La Turchia ha promesso di mantenere il riserbo sulle informazioni relative al sistema missilistico contraereo S-400, ha dichiarato Ismail Demir, presidente del segretariato turco per l’industria della difesa.

“La Russia ha espresso la propria preoccupazione in merito alla salvaguardia delle informazioni relative al sistema S-400 e la Turchia le ha promesso di tutelare questi dati”, ha dichiarato il funzionario turco.

In passato il senatore statunitense John Thune propose un modo per comporre le controversie sorte tra Washington e Ankara in merito ai sistemi contraerei russi. Thune effettuò una modifica al bilancio USA per la difesa proponendo, in particolare, di acquistare questi sistemi dalla Turchia.

Ali Deniz Kutluk nell’intervista rilasciata a Sputnik ha commentato la posizione della Turchia in merito agli F-35 e agli S-400:

“Nella questione degli F-35 e degli S-400 le parti coinvolte hanno aspirazioni differenti. Ogni parte agisce per tutelare i propri interessi nazionali. Tuttavia, gli USA non sono comunque riusciti a portare prove concrete del fatto che gli F-35 e gli S-400 non possano essere impiegati insieme. Inoltre, se così fosse, alcuni alleati della NATO non avrebbero potuto impiegare per ormai più di 10 anni i sistemi di difesa contraerea russi S-300 e S-200. Nella NATO sono 5 i Paesi in questa situazione. Di conseguenza, il diniego statunitense di fornire alla Turchia gli F-35 e l’assunzione ad opera del Congresso di una serie di decisioni in merito alla questione è in sostanza la rappresentazione fattuale di una vera e propria posizione politica. Non si tratta né di una questione militare né di una tecnica. Chiaramente la Turchia non permetterà che questa incoerenza politica ostacoli i suoi interessi”.

Come osservato da Kutluk, un altro elemento importante è la questione relativa alla effettiva necessità di S-400 per la Turchia:

“Sì, nei prossimi 5-10 anni la Turchia avrà bisogno degli S-400. È pronta ad utilizzarli? Sembra di sì. La Turchia non ha rinunciato alle proprie posizioni in merito agli S-400. Il Paese continua a fornire componentistica per gli F-35. D’altro canto, qualora la Turchia smetterà di produrre componentistica per F-35, si metterà a produrre un aeromobile proprio, lo Hürkuş. Oppure si rifornirà di velivoli di quinta generazione da un altro Paese che produce velivoli simili e compenserebbe così l’eventuale carenza. Ad ogni modo, aeromobili impercettibili di quinta generazione li possiedono solo gli USA. Chiaramente un argomento di discussione a parte è valutare la reale utilità di questi velivoli”.

“Inoltre, i termini di impiego degli aeromobili che utilizziamo oggi potrebbero essere estesi nel caso in cui il loro corpo principale fosse sottoposto ad ammodernamento. Al momento la Turchia ha bisogno di definire un periodo intermedio da estendere fino a quando non riuscirà ad avviare la produzione propria. Non si dimentichi che l’obiettivo ultimo del Paese è produrre un proprio sistema di difesa contraerea, analogo all’S-400, e aeromobili militari, simili all’F-35. Allo scadere del periodo intermedio di cui sopra il Paese sarà in grado di dislocare i propri aeromobili a decollo verticale sulla nave Anadolu, definita una portaerei, ma che in realtà è una nave anfibio da sbarco con aeromobili a bordo”, ha spiegato Kutluk.

Kutluk ricorda che l’esclusione ad opera degli americani della Turchia dal programma F-35 ha generato ulteriori costi e spese per gli USA nell’ambito di detto programma il quale è venuto a costare molto caro:

“Il sistema americano F-35 è diventato il più costoso progetto nella storia con un budget totale di 1.000 miliardi di dollari. La realizzazione di questo progetto è stata accompagnata da un gran numero di complicazioni. Addirittura a un certo punto nessuna delle obbligazioni era adempiuta. L’F-35 è un progetto di lunga durata, ma ad oggi non rispetta i requisiti. Una questione a parte è se siano riusciti a garantire la massima impercettibilità di cui tanto parlano”.

“Gli alleati in generale stanno affrontando una crisi. È evidente il divario tra America ed Europa. In Europa gli alleati hanno conflitti interni su diverse questioni. Nei rapporti tra UE e NATO numerose sono le dichiarazioni separatiste anche in materia di sicurezza e difesa. L’UE sta attraversando un periodo complesso legato alla Brexit e ad altre situazioni analoghe. Di conseguenza, è difficile parlare di un futuro unito e prevedibile”, chiosa Kutluk.
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