04:11 09 Luglio 2020
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La Russia dispone di un ampio ventaglio di strumenti di risposta nucleare sia globale sia locale a un eventuale primo attacco. Gli USA che tanto puntano sulle tecnologie di precisione non tralasciano nemmeno questa tipologia di armamenti. Chi detiene il vantaggio in questo ambito?

Gli USA hanno ultimato i test sul caccia-bombardiere F-15E Strike Eagle in qualità di vettore della nuova bomba nucleare americana per l’aviazione B61-12.

Così l’F-15E è diventato il primo velivolo dell’Aeronautica militare statunitense ad aver ottenuto il via libera per l’impiego del modello di questa celebre bomba nucleare. In futuro la bomba sarà montata anche su altri velivoli, inclusi gli F-35.

Immaginario da “ultima guerra”

Questa novità ha suscitato un certo interesse. Probabilmente perché sempre più spesso nell’immaginario della persona comune le armi nucleari si vedono solo in film accompagnati da musica melodrammatica. Al cinema si vedono i presidenti delle superpotenze che si asciugano il sudore dalla fronte, impartiscono l’ultimo ordine e dopo vengono mostrati i fotogrammi dello scheletro interno della Statua della Libertà, la Torre Eiffel che cade, vastissime distese desertiche e si lascia all’immaginazione dello spettatore. In realtà non è affatto così. Ci siamo semplicemente abituati al fatto che le armi nucleari vengano trasportate da missili intercontinentali o, al massimo, da bombardieri strategici pesanti, ma i vettori non si limitano a queste tipologie di mezzi.

E sebbene il nucleare a scopo “non civile” negli ultimi decenni abbia significativamente perso terreno grazie ai relativi trattati internazionali e allo sviluppo di sistemi ad elevata precisione (cfr. più sotto), non bisogna dimenticare il ruolo cruciale che continua a svolgere l’ampia categoria di armi nucleari tattiche (TNW, in inglese). Possono essere impiegate non su distanze strategiche di alcune migliaia di chilometri, quanto su una gittata pressappoco compresa tra 5 e 1.000 km.

Le TNW oggi figurano tra gli armamenti di USA, Russia, Cina, India e Pakistan.

Per un attacco nucleare bastano 3 persone

Questa categoria di armamenti nucleari si è diffusa largamente durante la Guerra fredda quando gli USA contrapponevano queste armi alla supremazia sovietica in termini numerici. Infatti, l’URSS deteneva il primato a livello di forze armate tradizionali, ossia fanteria e carri armati. Proprio grazie alle tradizionali bombe nucleari, a missili a breve gittata equipaggiati con testate nucleari e munizioni di demolizione atomica si prevedeva di bloccare l’eventuale sbarco di divisioni corazzate sovietiche nel canale della Manica. Lo sbarco, infatti, sarebbe sicuramente avvenuto nel caso in cui la guerra fredda fosse passata alla fase “calda”.

I successi nella creazione di munizioni nucleari di piccole dimensioni consentirono agli USA all’inizio degli anni ’60 di vantare negli armamenti la Davy Crockett, una TNW portatile con cannone senza rinculo, la quale assicurava un colpo a una distanza di 2-4 km a una potenza equivalente all’esplosione di 20 tonnellate di tritolo. Chiaramente quest’arma, per l’attivazione della quale bastano letteralmente 3 persone, può essere classificata come uno strumento “esotico”, ma le munizioni d’artiglieria da 155 mm, le bombe atomiche per l’aviazione di prima linea e le testate nucleari destinate ai missili a corto raggio sono entrate stabilmente negli armamenti dell’esercito statunitense.

Le superpotenze si scontrano sulle armi di piccole dimensioni

Verso gli anni ’60 lo sviluppo delle tecniche di miniaturizzazione delle munizioni nucleari in Unione Sovietica consentì di “raggiungere e in parte anche superare” (come allora si soleva dire in URSS) l’America. In quel periodo prese inizio la fase di riarmamento dei carri armati sovietici dislocati in Europa. Le brigate missilistiche che erano presenti su tutti i carri armati sovietici in Europa orientale dovevano sferrare attacchi nucleari a una distanza compresa tra 50 e 300 km penetrando così la difesa NATO in Germania Ovest e proseguendo sempre più a occidente. Nei “passaggi” creatisi mediante gli attacchi nucleari si sarebbero fatte largo le divisioni corazzate ormai abituatesi a combattere nelle condizioni di guerra nucleare. Il loro compito sarebbe stato quello di aggirare e reprimere eventuali focolai di resistenza. Furono create TNW di piccole dimensioni trasportabili da velivoli dell’aviazione di prima linea quali bombardieri Yak-28 e Su-7B o caccia leggeri come il MiG-21. Gli addestramenti sull’impiego delle bombe nucleari furono inclusi nei programmi di preparazione di tutte le truppe dell’Aeronautica militare sovietica destinati ai bombardieri e ai caccia.

Alla fine degli anni ’50 in Unione Sovietica fu inserito negli armamenti il primo siluro nucleare trasportato da alcuni sommergibili che nel 1962 avevano tentato di fermare l’embargo di Cuba durante la Crisi dei missili. Nello stesso periodo comparvero anche le prime munizioni nucleari sui sistemi missilistici di difesa contraerea di Mosca. L’utilizzo di munizioni nucleari era previsto anche per il sistema antimissilistico A-35 Aldan la cui messa a punto fu avviata negli anni ’60.
La precisione acquisì maggiore importanza

L’interruzione della Guerra fredda e la comparsa di potenti munizioni non nucleari, ossia le armi di precisione (PGM), fece sì che già negli anni ’80 il ruolo delle TNW negli USA si ridusse significativamente. Tuttavia, come testimoniano le notizie relative a F-15E, gli americani non rinunciano alle TNW: si tratta anzitutto di un atto politico (la concorrenza in termini di armi nucleari continua a essere viva a livello globale) e della comprensibile preoccupazione dei militari circa il tempestivo soddisfacimento delle necessità dell’esercito.

Anche la Russia vanta un numero sufficiente di unità PGM quali le munizioni guidate afferenti ai lanciarazzi multipli (MRL) del tipo Smerch, il sistema missilistico anticarro Khristantema, i missili aeronautici X-38 e X-59MK2. Tuttavia, si ricordi che l’Unione Sovietica aveva al tempo forse il più ricco arsenale nucleare al mondo il quale fu considerevolmente ridotto tra gli anni ’90 e 2000. Dunque, appare logica la volontà di impiegare ciò che già è presente negli armamenti senza disdegnare l’innovazione.

Mosca è pronta a contrastare le minacce
La particolarità delle armi nucleari tattiche è che il loro impiego in seguito all’inizio di una “grande guerra” potrebbe essere autorizzato non dai dirigenti militari del Paese, ma a un grado assai inferiore quale quello dei comandi delle truppe al fronte. Dopo il crollo dell’URSS negli anni ’90 si decise di trasmettere tutte le unità di combattimento nucleari ad appositi arsenali afferenti a una delle direzioni del Ministero russo della Difesa. Persino il comando dei distretti militari oggi non può disporre di questa tipologia di armamenti: infatti, sono rimasti a disposizione solamente modelli e simulatori.

Così furono risolte le questioni relative alla sicurezza. Le unità da combattimento nucleari in servizio furono immagazzinate fino all’avvento di una minaccia particolarmente significativa a livello di relazioni internazionali. Dichiarazioni di questo tipo furono rese dai dirigenti militari russi per tutti gli anni 2000.

Come si presenta oggi l’arsenale russo di TNW?

Jessica Cox, direttrice della politica nucleare della NATO, in un articolo per la NATO Review ha stimato la quantità di TNW russe a circa 1.500-2.000 unità indicando che dall’inizio degli anni 2000 la Russia ha ammodernato circa l’80% del proprio arsenale nucleare.

Questa stima risulta realistica. Cosa rientra in questo arsenale e quali mezzi potrebbero trasportare le TNW?

  1. Bombe nucleari classiche per l’aviazione. Possono essere trasportate da velivoli multiruolo dell’aviazione di prima linea quali Su-24, Su-34, Su-30 e persino caccia MiG-29 e Su-27.
  2. Le unità da combattimento nucleari possono essere trasportate anche da alcuni missili guidati di precisione per l’aviazione impiegati dagli stessi velivoli di prima linea di cui sopra.
  3. Posso essere nucleari anche le munizioni d’artiglieria di maggiore calibro che oggi sono semoventi. Queste munizioni possono essere impiegate dagli obici semoventi Pion da 152 e 203 mm.
  4. I sistemi missilistici tattici delle truppe di fanteria Iskander-M sono in grado di impiegare missili balistici con testate nucleari.
  5. Chiaramente rimane la possibilità di equipaggiare con testate nucleari sia i missili antinave sia i siluri sia le bombe di profondità per l’aviazione della Flotta della marina militare.
  6. Le forze dell’Astronautica militare russa sono in grado di impiegare testate nucleari sui sistemi di difesa contraerea S-300, S-400 e S-500.
Crisi o guerra mondiale?

Qual è la destinazione d’uso di queste armi nucleari? Secondo le linee guida pubblicate il 2 giugno e relative al contenimento nucleare della Russia, l’impiego di armamenti nucleari ad opera delle forze armate russe è consentito solamente in 4 situazioni:

  1. Nel caso in cui venga inferto un attacco in territorio russo mediante armamenti nucleari o di distruzione di massa,
  2. Nel caso di un attacco contro la Russia con missili balistici,
  3. Nel caso di un attacco a infrastrutture delle forze nucleari strategiche in grado di privare il Paese della sua possibilità di un contrattacco,
  4. Nel caso di minaccia diretta all’esistenza dello Stato russo.
Ad ogni modo si ricordi che si tratta non tanto di una serie casuale di eventi quanto di un cambiamento su più livelli della situazione internazionale: ad esempio, qualora si verificasse un serio peggioramento dei rapporti tra i Paesi dotati di arsenale nucleare con annesso richiamo degli ambasciatori o sensibile riduzione delle rappresentanze diplomatiche e in presenza di frequenti manifestazioni su larga scala.

Ma in una situazione del genere il ricorso di armamenti nucleari tattici invece di quelli strategici potrebbe evitare che una grave crisi si tramutasse in una guerra mondiale. In tal caso le parti in conflitto affronterebbero il male minore, ossia dei danni limitati localmente, e non il male peggiore, ossia distruzioni su larga scala che renderebbero necessario il ricorso alle armi nucleari strategiche. Di conseguenza, è possibile che la grave crisi ormai avviata non assuma portata globale.

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