01:08 30 Ottobre 2020
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli ultimi missili ipersonici, con un raggio d'azione di 1.600 chilometri, potranno colpire un obiettivo con un diametro di circa 70 centimetri.

"Costruiamo centinaia di nuove navi, bombardieri, caccia ed elicotteri, nuovi carri armati, satelliti militari, razzi, persino un missile ipersonico che viaggia 17 volte più veloce del missile più veloce attualmente disponibile al mondo e può colpire un obiettivo ad una distanza 1.000 miglia (1.600 km - ndr) con un margine di errore di 14 pollici (35,5 cm - ndr)", ha detto Trump, parlando ai diplomati dell'Accademia Militare West Point nello Stato di New York.

L'inquilino della Casa Bianca non ha specificato quando questo razzo sarà a disposizione dell'esercito. In precedenza il Pentagono aveva ammesso il ritardo dell'America rispetto a Russia e Cina nello sviluppo delle armi ipersoniche.

Usa non interverranno più nelle guerre all'estero

Le truppe americane non ricostruiranno più altri Paesi e non "risolveranno i conflitti di altri popoli", ha affermato il presidente Donald Trump.

Secondo l'inquilino della Casa Bianca, Washington ritorna verso i principi fondamentali, secondo cui il compito dell'esercito è difendere e proteggere in modo decisivo gli Stati Uniti dai nemici esterni.

"Stiamo per mettere fine ad un'era di guerra senza fine", ha affermato il presidente americano, parlando ai diplomati dell'Accademia Militare West Point nello Stato di New York.

Trump ha affermato che "uno sguardo chiaro sulla protezione degli interessi vitali dell'America è tornato al suo posto". Ha aggiunto che non è responsabilità delle truppe statunitensi risolvere "antichi conflitti in terre lontane di cui molte persone non hanno nemmeno sentito parlare."

"Non siamo i poliziotti di questo mondo. Ma facciamo sapere ai nostri nemici che se il nostro popolo è in pericolo, non ci tireremo indietro mai e poi mai. Quando combatteremo, d'ora in poi lotteremo solo per vincere", ha concluso il presidente.

È interessante notare che alcuni giorni fa Trump ha informato il Congresso del mantenimento dei contingenti militari statunitensi in alcuni Paesi, dove il numero dei soldati era stato ridotto dai precedenti presidenti americani.

Oltre all'Afghanistan, dove la campagna militare americana dura da quasi 19 anni, le truppe statunitensi sono all'opera in Paesi e regioni come Iraq, Siria, Giordania, Turchia, Libano, Egitto, Filippine, Penisola Arabica, Kosovo, Africa orientale, bacino del Lago Ciad e regione del Sahel.

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esercito USA, Politica Internazionale, Geopolitica, Difesa, Sicurezza, Armi, Donald Trump, USA
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