22:51 12 Luglio 2020
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Questo mezzo è in grado di effettuare molte missioni diverse e riesce ad atterrare e decollare tanto sulla consueta pista quanto sulla superficie dell’acqua. Da ben 20 anni questo velivolo porta a termine operazioni di pace in Russia ed Europa, ma ora è pronto a dare il proprio contributo non solo per contrastare le catastrofi naturali…

Ci siamo abituati a vedere i nuovi armamenti esposti in occasione della grande parata in Piazza Rossa a Mosca. Quest’anno per via del coronavirus la Parata della Vittoria è stata spostata al 24 giugno. Questa notizia ha fatto sparire in secondo piano la dichiarazione del ministro russo della Difesa Sergey Shoygu secondo cui in occasione della parata dell’Aeronautica militare russa del 26 luglio di San Pietroburgo sarà esposto il modello antinave dell’aereo anfibio Be-200 Altair.

Ma è finita in secondo piano senza motivo. Infatti, si tratta di un mezzo unico, di quelli che riescono a soddisfare tutti, sia i militari sia Greta Thunberg (ah no, lei non ama gli aerei). Il Be-200 è un velivolo multiruolo in grado di atterrare sull’acqua e sulla terraferma, portare in salvo vite umane e salvaguardare l’ambiente ad esempio domando incendi boschivi (questa è la tipologia di operazione per cui il mezzo è maggiormente conosciuto), spargendo sostanze reagenti sulle nuvole in modo da favorire le precipitazioni. Inoltre, come spiegato da Yury Grudinin, a capo dell’azienda Ilyushin, si sta valutando anche l’impiego di questo velivolo per la risoluzione di disastri petroliferi in bacini idrici.

Il Be-200 è altresì in grado di affondare sommergibili, se necessario. Di questa possibilità ne hanno parlato nel 2015 i vertici dell’Aeronautica militare russa e adesso non aspettiamo altro che vedere questo mezzo.

Come un pesce in acqua

La decisione di creare una versione civile semplificata dell’aereo anfibio militare A-40 Albatros fu presa dal governo russo nel 1992. L’attività fu portata a termine dal Cantiere Beriev che durante l’età sovietica produsse mezzi di grande rilevanza quali l’idropattugliatore Be-10, l’aereo anfibio Be-12 e il già menzionato A-40. All’inizio degli anni ’90 si avviarono le procedure di assemblaggio dei primi Be-200 e nel 1998 venne effettuato il primo volo di questo nuovo aereo. A partire dal 2000 è attiva la produzione in serie dei Be-200 nelle versioni antincendio e di salvataggio.

La parte centrale del Be-200 presenta la forma di un idroplano veloce: questa caratteristica consente al velivolo di mantenere un contatto sicuro con la superficie dell’acqua a una velocità di circa 20 km/h. Chiaramente l’ammarraggio di un simile velivolo su un bacino idrico agitato ha le sue peculiarità. Tuttavia, il Be-200 è in grado di effettuare decolli da mari, laghi e fiumi, nonché ammarraggi in presenza di una profondità del bacino idrico non inferiore ai 2,6 m e di un’altezza delle onde inferiore a 1,2 m. Inoltre, sia per il decollo sia per l’atterraggio necessita di una pista di lunghezza inferiore ai 1300 m. Di conseguenza, il Be-200 è in grado, ad esempio, di consegnare in maniera tempestiva merci di alcune tonnellate di peso in qualunque luogo nel quale vi sia un bacino idrico di medie dimensioni (lago o fiume). Per domare incendi il velivolo è in grado di imbarcare fino a 12 m3 di acqua e sganciarli con precisione sull’incendio. Il carburante è sufficiente per effettuare questa operazione per 6 ore consecutive.

Il mezzo è stato progettato rispettando gli standard aeronautici internazionali: già in fase di messa a punto si pensava che il velivolo avrebbe goduto di grande popolarità a livello globale. Il Be-200 è stato impiegato per domare incendi boschivi in Portogallo, a Israele, in Serbia e Grecia. Hanno manifestato il proprio interesse per questo mezzo anche l’Indonesia, i Paesi dell’America Latina e gli USA. Questi ultimi ne hanno anche avviato le procedure di acquisto. Chiaramente anche in Russia il Be-200 è ormai insostituibile. E Sergey Shoygu lo sa bene: infatti, prima di lavorare al Ministero della Difesa, è stato per 18 anni ministro russo delle Emergenze.

La versione civile del Be-200 è in continuo ammodernamento. I velivoli prodotti dopo il 2011 sono equipaggiati con il moderno sistema di pilotaggio ARIA-200. Grazie alla strumentazione di cabina all’avanguardia, dotata di pannelli LCD, sono sempre disponibili i dati relativi alle condizioni di volo e di sistema, nonché è possibile visionare i dati sulla situazione esterna anche in condizioni di scarsa visibilità.

© Sputnik /
L'aereo anfibio Be-200 ChS

Rilevare e affondare un sottomarino

Non sorprende che l’Aeronautica militare sia interessata a questo velivolo. Nello svolgimento delle operazioni di ricognizione in mare le capacità di un aereo anfibio rispondono perfettamente alle esigenze della flotta per via delle sue elevata velocità e capacità di carico (fino a 7,5 tonnellate o pari a 64 uomini). Anche nello svolgimento di missioni antinave o di pattugliamento il velivolo registra buone prestazioni: infatti, con un unico sorvolo è in grado di perlustrare almeno 15.000 km2 di superficie marina. Il velivolo ricorre altresì a sonoboe sganciabili il cui uso è finalizzato al rilevamento di sommergibili. Per la distruzione di questi ultimi vengono impiegati invece i missili sottomarini antisommergibile con puntamento automatico APR-2 Yastreb-M o i siluri APR-3 Orel-M.

Il Be-200 è in grado di operare sia da solo sia congiuntamente a navi di superficie. A mio avviso, questo aereo anfibio godrà della massima protezione quando coperto da caccia quali il Su-27, il Su-35 o il MiG-31.

Rimane aperta una questione: questo velivolo si sostituirà agli altri aerei antinave dell’Aeronautica militare quali l’Il-38, il Tu-142 o il Be-12 Chayka (altro aereo anfibio) oppure si affiancherà a questi?

Da un lato, i modelli sopra menzionati furono lanciati tra gli anni ’60 e ’80 e, nonostante gli ammodernamenti eseguiti nel tempo, permangono le criticità legate alla dispendiosità e all’usura. Dall’altro, non è mai stato comunicato ufficialmente che il Be-200 avrebbe assunto il ruolo di principale velivolo di contrasto ai sommergibili. Non possiamo che aspettare.

Comunque sia, l’obiettivo di questa tipologia di velivoli sarà anzitutto garantire la sicurezza delle aree pattugliate dalle forze nucleari sottomarine strategiche della Federazione russa nel Mar Glaciale Artico e nell’Oceano Pacifico. Un simile rafforzamento della flotta antisommergibile incrementerà chiaramente le possibilità dell’eventuale contrattacco delle forze navali nucleari russe.  

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