13:17 08 Luglio 2020
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Si sta trasformando in un vero e proprio braccio di ferro la sfida tra Egitto e USA per la volontà di Washington di impedire l'acquisto da parte del Cairo di 24 caccia Sukhoi Su-35 di produzione russa.

La Russia ha iniziato nei mesi scorsi la produzione dei velivoli Sukhoi Su-35 per le l'aviazione egiziana, in base ad un accordo da circa 2 miliardi di dollari siglato tra i due Paesi nel 2018.

La consegna, che avrebbe dovuto aver luogo all'inizio del 2020, è stata rimandata a causa della situazione epidemiologica internazionale legata alla diffusione del Covid-19, con Mosca che è stata costretta ad interrompere i lavori in diversi suoi stabilimenti produttivi.

Ora che il processo di assemblaggio dei jet da guerra è ripreso, si stima che la prima partita potrebbe essere resa disponibile nel quarto trimestre dell'anno corrente.

Washington minaccia sanzioni

Washington è però preoccupata dall'accordo per i Su-35, viste le grandi potenzialità dell'aeromobile e il suo costo inferiore rispetto agli analoghi di produzione statunitense.

Per questo motivo, l'amministrazione americana ha minacciato Il Cairo di introdurre delle sanzioni in caso di acquisto dei caccia russi di generazione 4++.

Secondo Maged Botros, professore ordinario di Scienze politiche all'Università di Helwan, questo sarebbe tuttavia soltanto l'ennesimo bluff da parte degli Stati Uniti:

"Gli USA stanno bluffando. Hanno minacciato anche altri Paesi, come la Turchia, avvertita di non comprare gli S-400 russi, ma poi alla fine non è successo niente. L'Egitto è uno Stato sovrano e nessuno, Washington compresa, può imporci cosa fare", ha sottolineato l'accademico.

Il cambio di rotta del Cairo

Dopo circa 40 anni di dipendenza militare da Washington, nel 2014 il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha dato il via ad una politica di progressivo allontanamento dagli USA a livello di approvvigionamento degli armamenti, dopo che Il Cairo aveva visto rimanere inascoltate le proprie richieste riguardo la fornitura di caccia da combattimento Apache.

Da allora il Paese ha messo in atto un cambio di rotta, che gli ha permesso progressivamente di riavvicinarsi ad altri Paesi, tra cui anche la Russia, per quanto concerne le forniture militari.

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