11:01 21 Ottobre 2020
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Gli Stati Uniti hanno avvertito la Russia sul proprio ritiro dal trattato Cieli Aperti il 22 maggio, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov.

Il diplomatico ha fatto notare che Mosca spiegherà a Washington la sua posizione sul Trattato Cieli Aperti, ma è improbabile che ciò abbia alcun effetto, in quanto gli Stati Uniti non sono propensi al dialogo.

“Oggi abbiamo ricevuto una nota ufficiale inviata dall'Ambasciata degli Stati Uniti, in cui si afferma che il governo degli USA ha deciso di avviare la procedura di recesso dal Trattato sui Cieli Aperti”, ha detto Ryabkov.

Il funzionario del dicastero russo ha affermato che la sorte futura del trattato dipende non solo da Mosca, ma anche da altri 32 paesi firmatari, esclusi gli Stati Uniti.

In precedenza il viceministro degli Esteri russo Alexandr Grushko aveva dichiarato che Mosca non intende abbandonare il Trattato Cieli Aperti, rispettandone pienamente obblighi e diritti.

Il ritiro dal Trattato degli USA

Nella giornata di ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato il proprio ritiro dal trattato. La data del ritiro è 22 maggio e a partire da sei mesi dopo gli USA saranno esenti da obblighi previsti dal documento. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, il motivo di tale mossa è il mancato rispetto del trattato da parte di Mosca. La Russia, a sua volta, ha respinto le accuse.

Il Trattato

Il Trattato sui cieli aperti è stato firmato nel 1992 ed è diventato una delle misure di rafforzamento della fiducia in Europa dopo la guerra fredda. Il documento è in vigore dal 2002 e consente ai paesi partecipanti di raccogliere apertamente informazioni sulle reciproche forze e attività armate. E’ stato sottoscritto da 34 Stati compresa l’Italia.

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