14:37 27 Ottobre 2020
Difesa
URL abbreviato
3614
Seguici su

La Turchia ha iniziato ad inviare truppe in Libia a gennaio per sostenere il governo di unità nazionale del premier al-Sarraj sostenuto dalle Nazioni Unite. Prima ancora Ankara forniva assistenza militare al governo di Tripoli contro le forze dell'Esercito Nazionale Libico del maresciallo Khalifa Haftar, fedele al parlamento di Tobruk.

Il portavoce del ministero degli Esteri turco Hami Aksoy ha fatto sapere che ci sarebbero state "conseguenze serie" per le forze del generale Haftar se l'Esercito Nazionale Libico attaccasse i militari turchi in missione in Libia.

"Sottolineiamo ancora una volta che nel caso venissero colpiti i nostri interessi in Libia, farlo questo comporterebbe gravi conseguenze e considereremo le forze di Haftar un obiettivo legittimo per l'attacco", ha detto Aksoy, parlando ai giornalisti oggi.

Le dichiarazioni del portavoce del dicastero diplomatico di Ankara sono arrivate dopo le osservazioni del comandante dell'Aviazione dell'Esercito Nazionale Libico Saqr al-Jaroushi ad inizio giornata, avvertendo che "la più grande campagna aerea nella storia della Libia" sarebbe stata lanciata "nelle prossime ore" per colpire le forze turche.

"Tutti i target turchi nelle aree occupate della Libia sono obiettivi legittimi per gli aerei d'attacco dell'Esercito Nazionale Libico. Assicuriamo al nostro popolo che lo difenderemo con tutti i mezzi a nostra disposizione fino a quando non uccideremo il nemico o periremo sulla nostra stessa terra", ha detto al-Jaroushi, aggiungendo che ai civili è stato chiesto di tenersi lontano dai presidi militari turchi.

"Questa è l'ultima volta in cui avvertiamo le persone ingannate che si sono unite ai ranghi delle milizie di Tripoli: arrendetevi o sarete annientati, dopo non ci sarà nemmeno più nulla da nascondere, nemmeno i corpi", ha avvertito l'ufficiale delle forze di Haftar.

Commentando queste osservazioni, Aksoy ha suggerito che "è degno di nota il fatto che questa dichiarazione sia arrivata dopo l'invio di nuovi aerei militari in Libia orientale attraverso il sostegno esterno".

La scorsa settimana Fathi Bashagha, ministro degli interni del governo GNA, ha affermato che almeno 8 caccia, tra cui 6 MiG-29 e 2 Sukhoi Su-24, erano stati trasferiti in Libia dalla Siria.

Damasco ha stabilito relazioni diplomatiche con il governo di Tobruk all'inizio di quest'anno, promettendo, tra l'altro, di cooperare contro la "minaccia turca comune" per entrambi i Paesi. Le autorità siriane non hanno commentato le affermazioni sull'invio dei caccia.

Secondo Aksoy, i commenti di al-Jaroushi sono stati "una reazione alle pesanti perdite che le forze di Haftar hanno subito di recente e dimostrano la loro intenzione di aumentare l'escalation in Libia".

Sempre oggi un alto funzionario turco è stato citato da Bloomberg: secondo lui la Turchia aveva abbastanza potenza di fuoco concentrata in Libia per proteggere le sue basi usando droni e navi da guerra al largo di Tripoli.

L'escalation delle tensioni tra Tobruk e Ankara arriva a meno di un giorno dalla conversazione telefonica tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il capo della diplomazia turca Mevlut Cavusoglu, in cui hanno ribadito la necessità di una cessazione immediata delle ostilità nel conflitto libico e di una ripresa colloqui di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite.

Fonti militari vicine ad Haftar smentiscono Tripoli su distruzione unità di contraerea

In precedenza il portavoce delle forze del governo di Tripoli Mohammed Qanunu aveva annunciato la distruzione di 6 lanciamissili Pantsir di Haftar nelle ultime 48 ore di combattimento.

Le fonti hanno dichiarato in una conversazione con Sputnik che queste accuse sono "essenzialmente false".

Una fonte nell'Esercito Nazionale Libico ha respinto queste accuse, sottolineando che non sono nemmeno riusciti a lanciare un attacco.

A sua volta, un'altra fonte nelle forze del maresciallo Haftar ha aggiunto:

"I media controllati da Tripoli sbandierano la vittoria dopo il completo fallimento dei loro attacchi vicino a Tripoli. Non hanno riportato alcun successo, nonostante l'aumento del numero dei mercenari siriani e delle forze turche. E' solo propaganda".

Tags:
Khalifa Haftar, Russia, Turchia, Sicurezza, Politica Internazionale, Libia, crisi in Libia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook