09:44 05 Giugno 2020
Difesa
URL abbreviato
Di
0 56
Seguici su

Nei cieli finlandesi faranno la loro comparsa JAS-39E Gripen, mentre la Polonia aspetterà che arrivino i componenti per i suoi F-35A da oltreoceano. È uno scenario possibile? Chissà…

Molti candidati, una sola Finlandia

L’Aeronautica militare finlandese sta cercando un nuovo caccia e, stando a The National Interest, il SAAB JAS-39E Gripen multiruolo svedese potrebbe concorrere con gli americani F-35 e Boeing F/A-18E/F Super Hornet.

Negli armamenti della neutrale Finlandia in periodi differenti sono stati in servizio sia gli svedesi SAAB 35 Draken sia i sovietici MiG-21bis. Negli ultimi decenni lo zoccolo duro dell’Aeronautica militare finlandese è stato costituito dagli americani McDonnel Douglas F/A-18 Hornet, ma nel 2021 gli scandinavi dovranno operare una scelta: quale velivolo sostituirà questo caccia-bombardiere ed entrerà in servizio entro il 2030? Per ora le alternative sono molte: si crede che il favorito sia il caccia americano di quinta generazione Lockheed Martin F-35A Lightning II, ma, come fu comunicato qualche anno fa dai media finlandesi, in lizza vi sono anche lo svedese SAAB JAS-39E Gripen e il francese Dassault Rafale. Alcuni menzionano anche il russo MiG-35 e persino il Su-57. Non si dimentichi anche del nuovo modello F/A-18 Super Hornet.

C’è spazio per i russi?

Sì, i finlandesi, a differenza dei polacchi, non sono vincolati da alcuna obbligazione “nordatlantica”. Dunque, nella scelta dei mezzi militari i finlandesi possono lasciarsi guidare non solo da motivazioni politiche, ma anche pragmatiche. Ma siamo sinceri: è altamente improbabile che un Su-57 entri in servizio nell’Aeronautica militare finlandese. E le ragioni sono molteplici: in primo luogo, questo caccia non viene ancora prodotto su larga scala e la Russia dà la priorità alla fornitura di questi mezzi alla propria Aeronautica militare. La seconda ragione risiede nel fatto che questo mezzo è quasi “eccessivo” per le missioni che deve effettuare il nostro vicino settentrionale.

A mio avviso, nemmeno il Dassault Rafale e il MiG-35 verranno integrati nell’Aeronautica militare finlandese. Il velivolo francese per via del prezzo elevato e perché non è noto per essere esportato. Il MiG-35, invece, non soddisfa i finlandesi perché è improbabile che questi ultimi vogliano diventare i primi a vedersi rifornire con questi velivoli. Sono, infatti, in pochi coloro che sono pronti a rischiare acquistando un mezzo per il quale non è disponibile alcuna esperienza di utilizzo (sebbene l’interesse per il MiG-35 vi sia, si pensi ad esempio all’Egitto). Sebbene la combinazione di costo ed efficienza del velivolo sia a un ottimo livello, si noti comunque che i finlandesi non hanno pregiudizi nei confronti dei mezzi russi.

Prendiamo in esame il F/A-18 Super Hornet. Al momento una sua versione modificata è già presente negli armamenti dell’Aeronautica militare finlandese e il passaggio a mezzi analoghi potrebbe avvenire in maniera totalmente indolore. Di fatto, in caso di passaggio a nuovi velivoli le forze dell’aeronautica non subiranno perdite temporanee della capacità di combattimento per via dell’introduzione di nuovi mezzi. Ma a fronte dell’attuale contingenza internazionale relativamente tranquilla questo potrebbe non costituire un fattore di rischio rilevante.

F/A-18F Super Hornet
© REUTERS / U.S. Navy/Erik Hildebrandt
F/A-18F Super Hornet

L’F-35A è caro

Il chiaro favorito pare essere l’F-35A Lightning II. È il caccia ipersonico ad oggi più pubblicizzato, un mezzo equipaggiato con la strumentazione elettronica necessaria in missioni di guerra network-centrica. Un vantaggio significativo è anche il fatto che questo velivolo è stato esportato numerose volte in passato. Tuttavia, l’F-35A è un mezzo assai costoso. E vi sono comunque dubbi relativi alle sue capacità di combattimento. Ad esempio, si pensi alle più recenti informazioni circa la riduzione del tempo di volo sulle velocità ipersoniche, una novità per i velivoli di quinta generazione.

La questione è che gli svedesi dei SAAB sono concorrenti seri, così come quelli del Gripen. Il velivolo, la cui prima versione di base fu messa a punto già durante la Guerra fredda, è veramente unico nel suo genere. Il caccia doveva diventare un vero e proprio cavallo di battaglia delle future guerre con la possibilità di utilizzarlo letteralmente da qualsivoglia strada di percorrenza e con interventi minimi di manutenzione tecnica. Grande attenzione nella creazione dei Gripen fu riservata alla riduzione di tempo e sforzi nella preparazione del velivolo al decollo (meno di 10 minuti con l’intervento di 6 esperti).

La “matrioshka” svedese con sorpresa
JAS-39 Gripen
© East News / AP/FOTOLINK
JAS-39 Gripen

Il JAS-39E Gripen è un caccia monomotore leggero con una strumentazione di bordo all’avanguardia che include un radar a schiera di antenne che non ha nulla da invidiare ai migliori modelli al mondo. Questo radar dà la possibilità al velivolo di operare contemporaneamente su più obiettivi aerei e terrestri con una precisione maggiore rispetto al passato. Il mezzo è versatile: può essere impiegato come caccia, velivolo d’assalto e da ricognizione, il che in termini economici è molto buono. È ormai finita l’era dei velivoli altamente specializzati sul campo di battaglia. Di fatto qualsivoglia radar aeronautico moderno impiegato nella guerra network-centrica deve essere gli “occhi” di tutte le forze schierate in prima linea. E per la stessa ragione qualsiasi caccia deve poter operare con la medesima efficacia tanto sugli obiettivi aerei quanto su quelli terrestri.

Il JAS-39E come velivolo d’assalto?

Spesso si sente dire che il JAS-39E Gripen è un velivolo di quarta generazione e che l’assenza di caratteristiche stealth sarebbe un grave difetto. È così, ma anzitutto il Gripen, essendo un caccia leggero, presenta dimensioni significativamente ridotte e, dunque, è già meno percettibile ai mezzi di ricognizione nemici. A mio avviso, il Gripen è in tal senso comparabile all’F-35A (che invece è dotato di tecnologia stealth) e la sua percettibilità può essere parzialmente compensata da un moderno sistema di guerra radioelettronica.

È in grado il Gripen di portare a termine missioni d’assalto? Assolutamente sì. I media sostengono che questo mezzo sia un velivolo d’assalto wannabe. Ma la questione è che il JAS-39E Gripen non può essere annoverato a pieno titolo tra i velivoli di questa categoria. Piuttosto, potremmo parlare di un velivolo che può utilizzare missili guidati aria-terra. Non penso che un velivolo svedese leggero e non corazzato abbia reali possibilità di sopravvivere a un attacco rapido inferto da mezzi di difesa contraerea montati su carri armati disposti a colonna. Tuttavia, sarebbe perfettamente in grado di partecipare a operazioni d’assalto coperto da un sistema proprio di contromisure elettroniche e senza rientrare tra gli obiettivi più a rischio della difesa contraerea.

I Gripen sono già in servizio negli armamenti di diversi Paesi. Per numero di contratti all’esportazione è ovviamente lontano dai numeri dell’F-35A, ma il Gripen è già stato scelto da Ungheria, Repubblica Ceca, Repubblica Sudafricana e Tailandia. Tra il 2020 e il 2021 gli svedesi potrebbero concludere nuovi contratti di fornitura con altri Paesi quali India e Brasile.

Il Gripen in Finlandia

In generale, la situazione è assai interessante. La Polonia sta acquistando F-35A senza armamenti e senza la possibilità di produrre in loco alcuna componente del velivolo (tutto sarà importato da oltreoceano). Gli svedesi possono prodursi le componenti necessarie per il Gripen da soli, questo significa che la Finlandia riceverà manutenzione tecnica sui nuovi velivoli direttamente “da casa”. Inoltre, non è da escludersi che alcuni stabilimenti Patria in Finlandia possano produrre e manutenere motori per i Gripen. Il trasferimento di tecnologie è un aspetto assai importante e allettante. I finlandesi hanno l’imbarazzo della scelta.

I veri finlandesi

Da tempo è invalso l’uso di mettere in relazione gli armamenti dei Paesi occidentali con quelli della Russia. Non riusciamo a farne a meno nemmeno noi. JAS-39E Gripen vs Su-30 o Su-35. Chi vince? Bella domanda! A mio avviso, teoricamente in un combattimento aereo a corto raggio i velivoli russi possono avere determinati vantaggi grazie alla loro manovrabilità, ma al combattimento bisogna prima arrivarci. In tal senso un ruolo fondamentale lo svolge l’integrazione con uno spazio univoco di informazione che metta in relazione le diverse tipologie di forze e truppe schierate. In tal senso i Gripen non sono messi peggio dei velivoli russi di generazione 4+.

Ad ogni modo, lasciamo queste riflessioni agli appassionati di giochi di guerra e strategia. La Finlandia non approva totalmente la politica di Mosca, ma comunque tiene un atteggiamento moderato. Si ricordi, ad esempio, l’intervista rilasciata al giornale Frankfurter Allgemeine Zeitung nel 2018 dal presidente finlandese Sauli Niinistö in cui questi affermò che la Russia non aveva alcuna ragione di invadere la Finlandia o i Paesi baltici.

Se Helsinki continuerà a dimostrare un approccio razionale, chissà, magari prepareranno una sorpresa per l’industria aeronautica americana.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook