05:29 03 Dicembre 2020
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Il Governo di Accordo Nazionale (GNA) si rifiuta di sospendere operazioni militari a seguito di una dichiarazione dell'Esercito Nazionale Libico (LNA) sulla tregua umanitaria.

In precedenza l’Esercito Nazionale Libico, guidato dal maresciallo Khalifa Haftar, aveva annunciato l’iniziativa di sospendere le attività belliche in occasione del mese del Ramadan.

Il governo di Tripoli, scettico circa la proposta di tregua degli avversari, ha dichiarato che non si fida delle parole di Haftar sul cessate il fuoco, in quanto “lo aveva violato diverse volte”.

“Continueremo ad occuparci della legittima difesa, continueremo a colpire i focolai della minaccia, ovunque si trovino, e porremo fine ai gruppi criminali che attentano alla vita dei libici in tutto il paese”, si legge in un comunicato del governo di Tripoli.

Secondo la dichiarazione del GNA, "un cessate il fuoco ed una tregua reale possono essere raggiunti solo con garanzie e meccanismi di controlli internazionali, realizzando il funzionamento della commissione militare 5+5".

Ritiro di Haftar dagli accordi di Skhirat

Lunedì il comandante in capo dell'LNA, Khalifa Haftar, ha reso noto il proprio ritiro dagli accordi di Skhirat del 2015 che avevano portato alla formazione del Governo di Accordo Nazionale supportato dalle Nazioni Unite e oggi guidato da Fayez al-Sarraj.

Contestualmente, il comandante Haftar ha annunciato che lo stesso LNA avrebbe preso il controllo dell'intero Paese.

Guerra in Libia

Dopo il rovesciamento e l'assassinio del leader libico Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia ha praticamente smesso di funzionare come un singolo stato. Ora nel paese ci sono due governi: il parlamento eletto dal popolo si trova a est e a ovest, nella capitale Tripoli, il Governo di Accordo Nazionale, formato con il sostegno delle Nazioni Unite e dell'Unione europea.

Le autorità della parte orientale del paese operano indipendentemente da Tripoli e cooperano con l'esercito del maresciallo Khalifa Haftar.

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