16:33 21 Ottobre 2020
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Velocità ipersonica, gittata fino a 2.000 km e grande mobilità. Queste tre caratteristiche del nuovo sistema russo potrebbero generare gravi problemi alla difesa contraerea del potenziale nemico. Ma dove saranno dispiegati questi armamenti?

Quattro caccia MiG-31K, capaci di trasportare missili ipersonici (sistemi Kinzhal), prenderanno parte alla Parata della Vittoria, prevista per il 9 maggio su piazza Rossa, come comunicato ai media dal Ministero russo della Difesa.

E mentre la stampa al momento si chiede se la parata sarà rimandata o meno per via del coronavirus, vale la pena ricordare cosa sia il Kinzhal, il quale figura tra i primi 5 missili russi ai quali gli USA devono essere in grado di rispondere (secondo un articolo di Foreign Policy con un titolo per noi ben poco piacevole Is Russia’s Doomsday Missile Fake News?). 

Si ricordi che il sistema in questione fu annunciato il 1° marzo 2018 dal presidente Vladimir Putin in occasione dell’intervento di quest’ultimo innanzi all’Assemblea federale. La prima squadriglia di Kinzhal cominciò ad essere dispiegata a bordo di veicoli di prova a partire dalla fine del 2017, mentre nel 2018 fece il proprio debutto tra i mezzi dell’aviazione nell’ambito della Parata della Vittoria in piazza Rossa.

Iskander-M

Il sistema Kinzhal è costituito da una piattaforma di lancio (il velivolo vettore MiG-31K) e da un missile balistico aviolanciato a modulo singolo, simile per capacità e assetto costruttivo al missile balistico del noto sistema Iskander-M.

In parole povere, se si equipaggiasse il caccia ipersonico MiG-31 con il missile 9M723 dell’Iskander-M e se ne effettuasse il lancio, otterremmo risultati ben diversi. Al momento del lancio il missile balistico si troverebbe già a quota 20 km e a una velocità non inferiore ai 1.500 km/h. Con questi valori di partenza un missile del Kinzhal riuscirebbe a garantire una gittata massima di 1.200/1.500 km che, se sommata a quella del velivolo vettore stesso, arriverebbe a 2.000 km. Invece, se fosse lanciato da un Iskander-M, il missile riuscirebbe a colpire a una distanza compresa tra 500 km (ufficiale) e 1000 km (probabile).

Chiaramente, sono solo ipotesi in quanto ad oggi ignoriamo le caratteristiche tecnico-tattiche precise di questo sistema missilistico. Tra l’altro, il missile del sistema Kinzhal viene convenzionalmente considerato ipersonico poiché la sua velocità di volo può raggiungere 10 Mach. Questa informazione è stata più volte diramata dal Ministero russo della Difesa.

Pertanto, il Kinzhal può figurare tra i sistemi a medio raggio (1.000-5.500 km). Il dispiegamento di sistemi terrestri di raggio simile era fino a poco tempo fa vietato, ma i sistemi aeronautici di questa portata non erano vietati dal Trattato INF né da qualsivoglia ulteriore accordo stipulato tra Russia e USA.

Probabilmente proprio l’esistenza di restrizioni nell’ambito del Trattato INF a suo tempo fu la ragione per la quale si avviarono i lavori sul sistema Kinzhal: infatti, la maggiore gittata di questi “Iskander a lungo raggio” apre alle forze armate capacità di combattimento inedite.

Manovrabilità e puntamento automatico

Il Kinzhal segue la tipica traiettoria balistica, ossia sfrutta la portanza del corpo centrale e il volo librato negli strati più rarefatti dell’atmosfera. Posta per vera la parentela con l’Iskander, il missile è guidato lungo tutta la sua traiettoria mediante spinta vettoriale o sfruttando micromotori per le manovre. Il puntamento automatico è garantito grazie alla testata radar integrata. Il missile presenta un’elevata precisione e la capacità di effettuare manovre imprevedibili al nemico, caratteristiche che rendono estremamente difficoltose le operazioni di contrasto per la difesa contraerea avversaria.

È altamente probabile che i Kinzhal disporranno di 2 tipologie di testata: tradizionale e nucleare. Queste ultime potrebbero entrare a far parte delle forze nucleari strategiche ed essere impiegate assieme ad altre componenti. I missili con testate non nucleari possono essere impiegati per l’esecuzione di missioni aeronautiche nell’ambito di operazioni terrestri o navali, nonché al fine di garantire la difesa costiera.

Quanto all’impiego su terra la situazione è grosso modo evidente. I Kinzhal saranno in grado di infliggere colpi estremamente precisi sui principali obiettivi del nemico (quartier generali, basi militari) a partire da coordinate note in precedenza.

Missile vs portaerei

E quanto all’impiego via mare? I Kinzhal potranno essere impiegati nelle operazioni di contrasto ai gruppi di battaglia delle portaerei nemiche. Nella realtà poi vi sono chiaramente delle sfumature da prendere in considerazione.

  1. Chiaramente, la velocità dichiarata di 10 Mach sarà registrabile solo nella fase iniziale: infatti, verso la fase finale di volo la velocità sarà considerevolmente ridotta per via dell’attrito a cui è sottoposto il missile negli strati più densi dell’atmosfera, il che in linea teoria dovrebbe rendere il missile un bersaglio più facile per i sistemi contraerei della portaerei nemica. Tuttavia, in tale contesto si punta piuttosto sulla estrema manovrabilità e sulla elevata impercettibilità del Kinzhal.
  2. Ma il Kinzhal non è il solo a vantare una elevata manovrabilità. Si consideri, infatti, che le portaerei moderne, quali ad esempio l’americana USS Gerald R. Ford, grazie a una velocità di più di 30 nodi sono in grado di mutare frequentemente la loro posizione e di generare disturbi di segnale mediante i sistemi di guerra elettronica. Queste caratteristiche permettono al missile di non farsi “riconoscere”.
  3. Taluni sostengono che con i Kinzhal a bordo i MiG-31K si privano di armamenti missilistici e diventano indifesi di fronte ai caccia avversari. In primo luogo, in linea teorica i MiG-31K sono in grado di trasportare missili aria-aria in pod sotto l’ala. In secondo luogo, in qualità di vettori dei Kinzhal possono essere impiegati i velivoli da inseguimento MiG-31 e gli Su-35. In terzo luogo, l’impiego dei Kinzhal nella maggior parte degli scenari di guerra può avvenire al di fuori del perimetro d’azione dei velivoli avversari. Si confronti il seguente punto per una trattazione più completa di quest’ultima osservazione.
  4. Da solo un Kinzhal non uscirebbe vincitore da uno scontro con il gruppo da battaglia di una portaerei. Considerato l’elevato grado difensivo che caratterizza una portaerei e la sua flotta il metodo più efficace di attacco è sempre quello inflitto da una molteplicità di mezzi. La maggior parte dei tradizionali mezzi utilizzati dalla Russia contro le portaerei è dispiegata a distanza dal raggio d’azione della flotta della portaerei stessa. Alcuni di questi mezzi sono, ad esempio, i vettori Tu-22M3 equipaggiati con i missili X-22 e X-32, i sommergibili del progetto 949A dotati dei missili Granit, i sistemi missilistici Kalibr dispiegati su navi e sommergibili. Il valore aggiunto dei Kinzhal consiste nel fatto che possono attaccare al di fuori del perimetro di difesa del gruppo di battaglia di una portaerei e possono altresì essere dispiegati all’interno del territorio di uno Stato.
Dove sono dispiegati in Russia i sistemi Kinzhal?

La prima squadriglia di MiG-31K dotata di questi sistemi a bordo è in servizio in modalità di prova presso una delle basi del Distretto militare meridionale a partire da dicembre 2017. A mio avviso, gli obiettivi principali di questa squadriglia sono la definizione delle modalità di impiego militare e l’implementazione del sistema nelle immediate vicinanze delle basi militari quali quella sul Mar Nero.

È nota l’intenzione di dispiegare entro il 2024 la squadriglia di velivoli equipaggiati con i Kinzhal a Kansk. Si tratta dell’area della Siberia centrale e orientale, a 1700 km dal confine mongolo.

Tale decisione è giustificata dal fatto che i velivoli vettori MiG-31, oltre alle già menzionate gittata e velocità, presentano un sistema di rifornimento di carburante in aria e, di conseguenza, sono in grado di muoversi da una base militare ad un’altra e da un teatro di guerra a un altro conservando sempre la propria operatività. Da Kansk questi mezzi potrebbero essere impiegati sull’Oceano artico e in qualunque altro punto al confine cinese o nell’Estremo oriente russo. Negli ultimi anni è ormai invalsa la prassi di effettuare simili spostamenti con i MiG-31.

Nell’ottica di rafforzare il potenziale antinave delle flotte russe appare estremamente giustificata l’intenzione di mettere la squadriglia di velivoli con i Kinzhal a disposizioni della Flotta del Nord e della Flotta del Pacifico, ossia in corrispondenza della Penisola di Kola e della Kamchatka. Ad ogni modo, in entrambe le località sono già dislocati esemplari degli intercettatori MiG-31 i quali mediante lavori di manutenzione per l’installazione della nuova strumentazione non dovrebbero presentare alcun problema.

Nessun concorrente

Ardiremmo ipotizzare che sistemi missilistici simili al Kinzhal ad oggi non siano presenti negli armamenti di nessun Paese, anche se per correttezza si ricordi che negli USA questa nicchia è occupata dagli aeromobili a pilotaggio remoto. In linea teorica l’intercettazione dei missili Kinzhal, considerato l’attuale grado di sviluppo dei sistemi di difesa antimissilistica, dovrebbe rappresentare un compito di estrema complessità persino per gli eserciti più potenti al mondo.

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