01:37 28 Maggio 2020
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Lo sviluppo arriva mentre l'Iran si trova a combattere su due fronti: in primo luogo contro la crisi del coronavirus, che finora ha infettato oltre 89.000 iraniani e ucciso 5.650, e in secondo luogo contro una presenza americana sempre più assertiva nel Golfo Persico.

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha dichiarato sabato che il suo paese sta monitorando da vicino le attività degli Stati Uniti in Medio Oriente, ma che non avrebbe dato inizio a un conflitto nella regione.

"La Repubblica islamica dell'Iran segue da vicino le attività e i movimenti americani, ma non sarà mai quella che inizia conflitti e tensioni nella regione", secondo quanto riferito dal presidente Rouhani durante una conversazione telefonica con il sovrano del Qatar, lo sceicco Tamim Bin Hamad al-Thani.

I commenti di Rouhani arrivano in mezzo alla crescente tensione tra Teheran e Washington. Mercoledì 22 aprile, il presidente Trump ha dato l'ordine alla Marina americana nel Golfo Persico di aprire il fuoco contro qualsiasi nave iraniana che prenda di mira navi americane nella regione. All'inizio di aprile, le forze armate statunitensi hanno affermato che 11 pattuglie iraniane hanno condotto provocazioni contro un certo numero di navi USA nel Golfo Persico navigando ripetutamente troppo vicino.

​La scorsa settimana, il Pentagono sembra aver cercato di placare leggermente le tensioni suggerendo che il tweet del presidente non ha cambiato le regole dell'impegno americano nel Golfo Persico, che si basano rigorosamente sull'autodifesa.

“Il presidente ha lanciato un importante avvertimento agli iraniani. Ciò che stava sottolineando è che tutte le nostre navi mantengono il diritto all'autodifesa e le persone devono fare molta attenzione nelle loro interazioni per comprendere il diritto intrinseco all'autodifesa", ha riferito il vice segretario alla Difesa David Norquist.

Anche la scorsa settimana, l'Iran ha messo in orbita con successo quello che ha descritto come il suo primo "satellite militare".

La risposta degli Stati Uniti a quel lancio non si è fatta attendere. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha dichiarato in una conferenza stampa che il lancio del satellite iraniano ha violato le risoluzioni del Consiglio del Segretario delle Nazioni Unite.

"Ogni nazione ha l'obbligo di andare alle Nazioni Unite e valutare se questo lancio di missili è stato coerente con la risoluzione del Consiglio di sicurezza", ha detto Pompeo ai giornalisti, riferendosi alla risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

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