17:40 08 Agosto 2020
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La Russia sta ammodernando i sommergibili degli anni ’80 e ’90 per dotarli di equipaggiamenti all’avanguardia. In parallelo si lavora sui sommergibili della generazione successiva. Tutto questo è sufficiente per difendere i confini marittimi del Paese?

Secondo quanto riportato dalla rivista The National Interest (NI) a gennaio 2020, i sommergibili della Flotta della marina militare russa starebbero “morendo” mentre nel mese di marzo la rivista ha pubblicato un articolo vertente sulla bontà del lavoro di ammodernamento condotto dalla Russia sui propri sommergibili, il che costituisce un segnale d’allarme per gli USA. Cerchiamo di capire insieme quali siano le operazioni in corso al momento.

Una seconda gioventù per i sommergibili russi

Il 19 marzo in Russia si celebra la giornata dei marinai e dei sommergibilisti. Tradizionalmente la celebrazione è accompagnata dallo scambio di progetti futuri ad opera dei dirigenti della flotta. Il commissario generale della Marina militare russa, Nikolay Evmenov, ha comunicato che si continuerà con l’ammodernamento dei sommergibili 667BDRM Delfin, 971 Shuka-B, 949A Antey. Grazie a queste operazioni di fatto sarà raddoppiata l’autonomia dei sommergibili nucleari 971 e 949A.

Va detto che lo zoccolo duro dell’attuale gruppo di sommergibili nucleari d’attacco all’interno della Marina militare russa è costituito proprio dai natanti di questi 2 progetti. Ad ogni modo, si tratta di creazioni risalenti agli anni ’80 e ’90, quindi un ammodernamento non li renderà sommergibili della generazione successiva, ma è comunque possibile dotarli di equipaggiamenti al passo con i tempi e migliorarne l’autonomia.

La risposta sovietica al Los Angeles

I sommergibili nucleari del progetto 971 furono messi a punto in qualità di risposta sovietica all’inserimento nella Marina militare statunitense del sommergibile Los Angeles il quale aveva come missione il contrasto dei sommergibili nemici. I natanti del progetto 971 si differenziano fra loro in maniera significativa per le proprie capacità a seconda dell’anno di varo. Il loro equipaggiamento principale è costituito da siluri e missili strategici da crociera Granat. I sommergibili del progetto 971 sono in grado di attaccare non solo altri sommergibili, ma anche di infliggere colpi a obiettivi terrestri. In esito alle operazioni di ammodernamento parte del natante riuscirà a utilizzare i missili del sistema Kalibr, il che estenderà significativamente le capacità di combattimento di questi sommergibili. Si ricordi che i missili da crociera Kalibr sono stati messi a punto sulla base dei missili Granat e sono in sostanza una loro “reincarnazione” più evoluta la quale è in grado di trasportare non solo una unità di combattimento nucleare relativamente leggera, ma anche una testata non nucleare pesante. Questo rende possibile l’impiego di questi missili in conflitti di lieve intensità.

I natanti del progetto 949A Antey sono tra i migliori sommergibili nucleari degli anni ’90. Ogni sommergibile di questa tipologia è equipaggiato con 24 missili da crociera Granit i quali si distinguono per le loro eccellenti capacità contraeree. Si ritiene che l’attacco di uno di questi sommergibili riesca molto probabilmente a fare breccia nella difesa contraerea del gruppo da battaglia di una portaerei e di mettere almeno fuori uso la portaerei. Questi sommergibili sono anch’essi dotati del sistema Kalibr costituito da varie tipologie di missili: da crociera per gli obiettivi terrestri e altre versioni antinave. Ad ogni modo, ogni sommergibile trasporterà alcune decine di Kalibr, il che renderà questi natanti piattaforme di lancio estremamente potenti.

La triade nucleare russa è impensabile senza sommergibili

La conversione dei sommergibili strategici di precedente generazione (progetto 667BDRM) ai sistemi missilistici Layner (nuova versione dei missili a propellente liquido Sineva con testate nucleari leggere) con relativo ammodernamento dei natanti stessi ha assicurato alle forze navali strategiche della flotta russa di mantenere intatto il potenziale missilistico durante i periodi di costruzione e di prova dei natanti di quarta generazione 955 e 955A Borey. A mio avviso, nella seconda metà degli anni 2020, dopo la conclusione dei lavori sui Borey e il loro trasferimento alla flotta tutti i sommergibili 667BDRM saranno rimossi dalla flotta di combattimento. Così la componente navale della triade nucleare russa sarà costituita dai sommergibili Borey equipaggiati con missili a propellente solido Bulava, e non da una molteplicità di sommergibili e di missili, come avviene ora. Questo permetterà di ridurre i costi di utilizzi e garantirà una maggiore efficienza economica.

Il mantenimento del regime operativo dei sommergibili varati negli anni ’90 permette alla Marina militare russa di contare su una flotta da combattimento affidabile. Questa, infatti, è sufficiente per affrontare le missioni principali finché non sarà terminato il riequipaggiamento dei Borey strategici e dei sommergibili di quarta generazione 885M Yasen-M i quali The National Interest ha definito una “brutta notizia” per la Marina militare statunitense.

Dov’è la quinta generazione di sommergibili?

Ad oggi è segretata qualsivoglia informazione in possesso dei principali Paesi produttori relativa alla messa a punto di nuovi sommergibili. Pertanto non disponiamo di molti elementi concreti riguardo ai natanti di quinta generazione. È noto che in Russia i lavori furono avviati nel 2013 e nel 2018 si diede notizia del sommergibile nucleare Husky. I media in passato hanno riferito che i sommergibili di nuova generazione sarebbero stati modulari: ossia, indipendentemente dalla destinazione d’uso del sommergibile, questi natanti di quinta generazione presenteranno elementi costruttivi e strumentali comuni e si differenzieranno solamente per i poddegli armamenti. È ancora difficile capire in che misura sia giustificato questo approccio e se sia possibile o meno realizzarlo. I vantaggi principali sono evidenti: economia di risorse e velocità di costruzione. Infatti, più la struttura è lineare, più è conveniente. Varare una serie di sommergibili che si distinguono solamente per il modulo degli equipaggiamenti è significativamente più conveniente rispetto che costruire due sommergibili totalmente diversi. Vi sono, tuttavia, anche degli svantaggi: la destinazione d’uso dei sommergibili può variare anche di molto, ma potrebbe rivelarsi problematico il tentativo di prevedere in un unico progetto sia la possibilità di installazione di missili balistici sia, ad esempio, la riduzione delle dimensioni del natante stesso finalizzata a garantire migliori prestazioni ad elevate velocità.

Gli occhi puntati alle armi ipersoniche

È noto che a conclusione degli studi sul progetto Husky sono stati avviati lavori sul progetto Layka, una versione del quale è già stata presentata agli alti dirigenti in Russia. A giudicare dalle informazioni in possesso, si tratta per ora di un modello di sommergibile d’assalto che riuscirà a trasportare un sistema di armamenti simile a quello con cui è equipaggiato lo Yasen-M, composto cioè da un lanciasiluri adatto all’impiego di siluri e missili, da una o più piattaforme per il lancio verticale di missili da crociera ad ampia gittata finalizzati a colpire obiettivi terrestri e navali del nemico. A mio avviso, il sistema missilistico principale dei nuovi sommergibili sarà il sistema ipersonico Zircon che permetterà di attaccare in modo efficace qualsivoglia obiettivo navale e di fare breccia nella difesa di ogni portaerei moderna.

Anche questo nuovo sommergibile sarà silenzioso e dotato di un sistema idroacustico in grado di elaborare in maniera intelligente i segnali raccolti. Il nuovo natante sarà altresì in grado di scambiare informazioni con altri sommergibili e navi da combattimento. I moderni sommergibili nucleari Yasen-M sono tra i natanti più all’avanguardia al mondo e non hanno nulla da invidiare ai migliori modelli occidentali. Tuttavia, il ciclo di produzione della loro complessa strumentazione tecnica aumenta sensibilmente ad ogni nuova generazione: infatti, si dovrà attendere almeno la seconda metà degli anni 2020 per i natanti di quinta generazione.

È presto per seppellire i sommergibili russi

È troppo presto per seppellire la moderna flotta russa di sommergibili alla luce delle operazioni di ammodernamento dei natanti eseguite negli ultimi 20 anni. Finché alcune nuove serie di sommergibili diesel-elettrici (ad es. progetti 03636 e 677) si faranno carico delle missioni di quelli nucleari (protezione e difesa delle aree di dislocamento dei natanti strategici dai sommergibili cacciatori-assassini e d’attacco nemici), la flotta sopravvivrà e prospererà.

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