19:31 30 Marzo 2020
Difesa
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Il capo del dicastero militare bulgaro ha risposto alle critiche alla sua decisione di far entrare nel Paese i lanciamissili russi Pantsir-S1 in transito verso la Serbia.

Il ministro della Difesa bulgato Krasimir Karakachanov ha commentato lo sdegno e le polemiche per l'autorizzazione concessa alla Russia per consegnare i lanciamissili Pantsir-S1 in Serbia attraverso lo spazio aereo bulgaro.

"Ciò che la parte russa ha richiesto è stato fatto nei tempi giusti e legalmente. Il ministero della Difesa e lo Stato Maggiore sono della stessa opinione, non c'è assolutamente motivo di non consentire un simile volo", ha dichiarato il capo del dicastero militare bulgaro.

La Bulgaria ha motivi per criticare la Serbia, tuttavia questa situazione non può avere ripercussioni sul contesto attuale, ha affermato il ministro Karakachanov.

"Ci sono questioni su cui critichiamo la Serbia, io personalmente critico per il mancato rispetto dei diritti della minoranza nazionale bulgara, <...> ma in questo caso non abbiamo assolutamente motivo per proibire questo volo", ha detto il ministro.

In caso contrario la decisione della Bulgaria avrebbe potuto provocare uno scandalo politico, ha aggiunto.

"La Bulgaria non ha per nulla bisogno di uno scandalo del genere. Inoltre nello scandalo ci sono due Paesi come Russia e Serbia. Sapete bene che i nostri piloti vanno in Serbia per addestrarsi sui simulatori, usiamo i simulatori per il MiG-29. Unità militari serbe vengono in Bulgaria per esercitazioni, per manovre di tiro. Su quale base qualcuno insiste sul fatto che la decisione presa dal ministero della Difesa, dal ministero degli Esteri e dal ministero dei Trasporti sia sbagliata?", ha dichiarato Karakachanov.

Consiglio Atlantico chiede di fermare consegna armi russe in Serbia attraverso la Bulgaria

Il ministero degli Esteri bulgaro ha ora motivo di annullare l'autorizzazione rilasciata per la consegna dei lanciamissili russi Pantsir-S1 in Serbia attraverso il transito nel territorio bulgaro, hanno affermato al Consiglio Atlantico del Paese.

Secondo i rappresentanti dell'organizzazione, la revoca dell'autorizzazione è possibile grazie alla dichiarazione odierna del Servizio di intelligence internazionale russo, in cui la Bulgaria viene caratterizzata come epicentro "di frequenti scandali di spionaggio con conseguenti espulsioni irragionevoli di diplomatici russi".

"Oggi è partito da Mosca un attacco ibrido contro la Bulgaria", ha affermato il Consiglio Atlantico della Bulgaria.

L'organizzazione vuole anche scoprire se è stata rilasciata l'autorizzazione per l'uso dello spazio aereo bulgaro per la fornitura di carri armati T-72 in Serbia.

"Se fosse stata rilasciata un'autorizzazione simile per il trasporto dalla Russia alla Serbia attraverso lo spazio aereo bulgaro di un numero indeterminato di carri armati T-72 modernizzati, dovrebbe essere immediatamente revocata!", sostiene il Consiglio Atlantico.

Come precedentemente riportato, nell'ambito della cooperazione militare, la Serbia riceverà 30 unità di carri armati russi T-72 gratuitamente.

Spina nel fianco della Nato i Pantsir-S1 russi in Serbia

Analisti militari hanno commentato che la presenza di sistemi antiaerei russi all'avanguardia sul territorio della Serbia rappresenta un problema per i vicini stati membri della NATO: Romania, Bulgaria, Grecia e Ungheria, perché possono controllare i voli delle loro forze aeree nella regione, riporta BGNES.

Il 24 ottobre 2019, il presidente serbo Aleksander Vucic ha annunciato che Belgrado aveva ordinato il complesso antiaereo Pantsir-S1 dalla Russia. Si tratta di un sistema antiaereo progettato per proteggere da vicino gli obiettivi civili e militari dagli attacchi aerei in qualsiasi condizione atmosferica, climatica e di difesa radioelettronica, giorno e notte. Il complesso può anche proteggere da minacce terrestri e navali.

Tags:
Balcani, Difesa, Sicurezza, Armi, Pantsir-S, Serbia, Russia, Bulgaria
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