19:21 12 Luglio 2020
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La missione Sofia finisce e verrà sostituita da una missione navale volta a bloccare l'ingresso delle armi in Libia per salvaguardare il cessate il fuoco. Lo ha deciso il consiglio degli Affari Esteri Ue.

Dal vertice dei ministri degli Esteri a Bruxelles è arrivato l'ok per una missione aerea navale e con disponibilità terrestre, per bloccare l'ingresso delle armi in Libia. 

"Sono molto contento di quello che abbiamo deciso nel consiglio degli Affari Esteri della Ue. Finalmente siamo tutti d'accordo come stati membri per mandare una missione che blocchi l'ingresso delle armi in Libia", ha dichiarato Luigi Di Maio in una intervista a margine dell'incontro. 

La missione navale

Il vertice, spiega Di Maio, ha riconosciuto il ruolo centrale dell'Italia, che ha portato a casa tre risultati.

In primis una missione contro la violazione dell'embargo che sostituirà la missione Sofia.

"La missione Sofia non esiste più - ha rimarcato il capo della Farnesina - adesso esiste una missione per bloccare le armi che ha delle regole di ingaggio molto importanti". 

La missione sarà dispiegata sulle coste orientali dove avviene il traffico di armi. Di Maio ha anche avvisato che la missione navale di bloccherà se dovesse costituire un pull factor, ovvero un fattore di attrazione per i migranti intenzionati a raggiungere le coste europee. 

Di Maio considera un secondo risultato dell'Italia il riconoscimento negli statement del pull factor. 

"La terza cosa per noi importantissima è che tutti gli stati hanno dato la disponibilità a dare assetti aerei e assetti navali per riuscire a compiere la missione" di bloccare le armi. Questo secondo Di Maio "significa chiaramente ascoltare l'Italia" 

Tags:
UE, Italia, Luigi Di Maio, Libia
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