10:54 08 Agosto 2020
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La Conferenza di Berlino ha segnato, secondo Di Maio, un salto in avanti nel processo di pace in Libia. Ma si deve avere un approccio globale agli altri scenari, come il Sahel.

"Non bisogna essere Alice nel paese delle meraviglie, lo vedo che continuano a esserci razzi su Mitiga, che si combatte, che ci sono violazioni della tregua", osserva il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, di ritorno dalla Conferenza di Monaco, in una intervista a La Stampa. 

Eppure grazie agli sforzi dei diversi player che si sono attivati per avviare un processo di pace, sulla situazione in Libia di sta aprendo uno spiraglio e la comunità internazionale si sta dotando degli strumenti per intervenire. 

"Ho visto Haftar il 17 dicembre, era refrattario ad accettare un percorso come quello avviato il 19 gennaio a Berlino. L’ho incontrato questa settimana, ora riconosce che quella via può essere la soluzione", riferisce il capo della Farnesina. 

La missione europea

Sulla tregua e sull'embargo si è dato il via al Comitato militare intralibico, un formato 5+5 che, assicura il ministro "ha iniziato a lavorare, è un passo importante". 

Oggi, nella riunione dei ministri degli Esteri d'Europa si discuterà di una missione europea che abbia "il mandato che la risoluzione delle Nazioni Unite ha garantito per far rispettare l’embargo.

Non sarà una missione militare ma una missione dotata di strumenti militari. "Il pattugliamento aereo non lo faremo certo con i Cessna - specifica Di Maio - ma riferirsi a una “posture militare” europea è complicato" 

La situazione in Sahel

Sul Sahel secondo Di Maio serve un approccio globale, "olistico". Il ministro non esclude per l'Italia l'intervento in Sahel, ma lo vincola al pacchetto sulla Libia.  

Agli altri ministri degli Esteri Di Maio ha chiarito che se si parla di Sahel l'Italia è presente, ma vincola "il tema al pacchetto libico". "D’altronde - aggiunge - la sicurezza dell’area passa proprio per la Libia, è li che finiscono i mercenari e combattenti che vengono anche dai confini meridionali"
I rapporti con l'Iran

Per l'Italia è fondamentale che l’Iran riattivi l’accordo di non proliferazione nucleare. Di Maio sottolinea i legami con l'Iran "e questo è un canale che ci consente di tenere “ingaggiato” Teheran", specifica.

Anche in Iran la soluzione è la de-escalation attraverso il dialogo. "Ci sono sensibilità diverse nella comunità occidentale- conclude - ma noi siamo per il dialogo a oltranza per abbassare la tensione nella regione».

Tags:
Iran, UE, Libia, Italia
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