21:44 28 Marzo 2017
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    Addio a Super Obama

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    È stato intenso, partecipato e doloroso il discorso di commiato alla nazione del presidente uscente degli Stati Uniti Barack Obama da Chicago, dallo stesso luogo dove nel 2012 aveva celebrato la vittoria su Mitt Romney.

    Addio a Obama

    Senza un miglioramento delle opportunità economiche, l'amarezza crescente e le divisioni che hanno flagellato gli Usa negli ultimi anni non potranno che peggiorare. Obama si è rivolto agli americani chiedendo attenzione e impegno affinché si riduca il ruolo corrosivo del denaro nella politica e si insista sui "principi della trasparenza e dell'etica" nella pubblica amministrazione.

    Non sono mancati riferimenti al tema della sicurezza: gli stati Uniti — ha avvertito Obama — continuano a dover fronteggiare sfide e minacce in tutto il mondo da parte dell'islamismo estremista e da parte di leader stranieri, che ha definito "autocrati", spaventati dal dinamismo americano e dalla libertà. Altre grandi nazioni come Russia e Cina — ha sottolineato il presidente uscente — non potranno eguagliare l'influenza e il rispetto che gli Usa ancora conservano in tutto il mondo.

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    Tutti i commenti

    • A.Martino
      La location : la sua città, Chicago, in preda a un exploit di violenza impressionante (centinaia di assassinati nel 2016, tali da far apparire le nostre peggiori realtà urbane infestate da mafia e camorra delle città-camomilla); il format da vendere é quello del grande discorso di commiato conclusivo del filmone holliwoodiano, dove l'eroe sbatte in faccia al mondo la Verità e la Giustizia. Mancavano solo delle struggenti note di tromba e trombone, che fanno tanto epico e ispirato.
      In realtà l'hanno fatta da padrone la rabbia appena dissimulata, l'autoreferenzialità e un pizzico di arroganza. L'estabilishment ha perso, ma non se ne fa una ragione, non si rassegna, non analizza i propri errori.Obama minaccia solo "che ci sarà ancora" a organizzare qualcosa contro Trump forse già programmato, disprezza gli altri "players" internazionali non vassalli come "autoctrati"(terminologia americana di cento anni fa per demonizzare i sovrani sconfitti degli Imperi Centrali), si inorgoglisce delle proprie forzature ideologiche quali le nozze gay.
      Questo non è un commiato: è l'annuncio di un tentativo di riscossa. Con qualunque mezzo.
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