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04:21 12 Novembre 2019
Scene di guerra in Siria

L'offensiva del Sultano rischia di far saltare il Medio Oriente

© Sputnik . BASEM HADDAD
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L'avanzata turca in una Siria già sconvolta da anni di guerra

Ancora una volta il Medio Oriente rischia di precipitare in una spirale di fuoco e violenza già sperimentata negli ultimi anni in Iraq, Yemen, in Libano e - ovviamente - Siria.

Proprio la Siria è teatro in queste ore di una nuova puntata del conflitto che la vede coinvolta a partire dal 2011, vale a dire da quando - complice il vento delle "Primavere arabe" che ai tempi spirava forte - il presidente Bashar Al Assad fu sfidato da un'estesa ribellione di matrice sunnita (gli Assad sono sciiti alawiti) da subito appoggiata sia da numerosi Paesi arabi che da quasi l'intero Occidente. 

La rivolta sunnita successivamente ha partorito il mostro dell'Isis, cancro fondamentalista che ha "costretto" la Russia di Putin ad intervenire massicciamente nel settembre 2015 per difendere Damasco da quello che sembrava oramai un assalto finale da parte dei guerriglieri jihadisti.

L'intervento russo - assistito sul campo dall'appoggio degli iraniani e delle milizie Hezbollah libanesi - ha portato a una situazione che si era stabilizzata sul campo: Assad controllava quasi l'intera Siria (nuovamente), con l'eccezione del Nord-Est in mano ai curdi e del Nord-Ovest in cui erano attive milizie sunnite alleate della Turchia.

Tuttavia, l'operazione turca (denominata ironicamente "Fontana di Pace") rischia di essere il classico sasso gettato nello stagno: le truppe turche, che in queste ore stanno sfondando le prime linee di resistenza dei curdi, rischiano di travolgere equilibri faticosamente consolidati, a partire dall'alleanza cosiddetta "di Astana" (dal nome della capitale del Kazakistan) tra Mosca, Ankara e Teheran. 

Molto difficilmente, infatti, l'Iran e la Russia potranno accettare che la Turchia entri in profondità nel territorio siriano (cosa che Erdogan non esclude) e certamente non potranno accettare la rinascita delle cellule Isis che tanto orrore hanno provocato fino a pochi anni fa. 

Se l'operazione voluta dal "Sultano" dovesse prolungarsi nel tempo, provocando centinaia o addirittura migliaia di morti nella già martoriata Siria, il rischio di un conflitto su larga scala sarebbe più concreto che mai - e un coinvolgimento degli Stati Uniti, nonostante le giravolte di Trump, sarebbe pressochè scontato.

 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione

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