09:19 21 Novembre 2019

Ormai è giunto il momento (storico) di prendere una decisione estremamente importante: siamo esseri umani o elettrodomestici?

© Fotolia / Georgerudy
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Non affrettatevi a rispondere a voi stessi. Potreste sbagliare!

Da piccola, mio padre mi obbligava a ricordare a memoria tutti i numeri di telefono per me importanti. Come anche gli indirizzi e i percorsi stradali per raggiungere le persone utili.

Sempre da piccola, ricordo che in auto abbiamo viaggiato l'Italia per lungo e largo, e non ho mai visto mio padre sbagliare strada anche solamente una volta. Conosceva tutte le città in cui andavamo? No, studiava il percorso la sera prima di partire, compresi gli indirizzi in cui andare una volta giunti a destinazione, e tutto restava impresso nella sua memoria.

Per lavoro contattava telefonicamente molte persone ogni giorno ma non consultava agende o elenchi del telefono. Sempre tutto impresso nella sua memoria. Per lo studio, era tutto il contrario. Non dovevo assolutamente imparare a memoria nulla, fatta eccezione per le poesie, ma solo capire ciò che stavo studiando. Una volta capito, la memoria avrebbe fatto il suo lavoro da sola e per sempre!

Insomma, tanti anni fa, era normale far funzionare il cervello! Era normale analizzare quel che leggevi. Era normale vagliare attentamente ciò che sentivi alla radio o alla televisione e, nell'indecisione, era meglio non credere, restando in attesa di ulteriori delucidazioni.

Ma oggi?

Oggi assistiamo ad un uso indiscriminato e patologico di internet, dei “social” e dei cellulari.

Quel che non sai, lo cerchi su Google, accettando passivamente e senza alcuna verifica, la prima risposta che trovi; non pensando che le prime risposte che appaiono, sono proprio quelle che, grazie ai soliti algoritmi, il potere dominante vuole farti trovare, lasciandoti nella vana e presuntuosa illusione di essere informato.

Tutto per farti credere ciecamente alle falsità, menzogne e assurdità propalate e atte a giustificare i crimini diuturnamente commessi dal gruppo di potere anglo-americano-sionista contro qualsiasi popolazione.

Certo, una volta, dominare, era più impegnativo. Si dovevano inventare di continuo false motivazioni per bombardare civili inermi e rendere credibile ogni tipo di crimine, spacciandolo per “esportazione di democrazia”.

Oggi bombardare è quasi inutile. Cosa vuoi bombardare, visto che la stragrande maggioranza, se non la quasi totalità delle persone, si bombardano il cervello da se stessi?

Un cervello che, durante la giornata, non funziona mai, dal momento che tali funzioni sono state derogate allo smartphone. E se te lo perdi, la tua vita è finita! Basta farsi una passeggiata per osservare folle disumane che si aggirano, come automi, con gli occhi fissi su quel piccolo schermo, in balia del loro cellulare perennemente stretto in mano.

Siamo diventati tanti “Capitan Uncino”. Poiché abbiamo ormai solo una mano a disposizione. L'altra, anziché un uncino, è uncinata ad un telefonino.

Fidanzati che escono assieme la sera, ma anziché parlare tra loro e di loro, stanno entrambi fissi sul cellulare.

Ma non farebbero meglio a starsene ognuno a casa propria? Se non altro, risparmierebbero il costo delle consumazioni!

Un tempo, ormai lontano, le persone era definite come esseri sociali e pensanti. Oggi, grazie ai “social”: asociali, illogici, disadattati e autoemarginati.

Facebook potrebbe rimuovere il contatore dei like
© Sputnik . Vitaly Podvitsky
Per ora, si limitano a pubblicare su Facebook, le foto dei piatti che consumano, in silenzio, al ristorante con gli amici, tra un messaggino e l'altro, senza mai chiedersi che tipo di olio abbia usato il cuoco e che qualità di materie prime siano state scelte. Tanto, grazie all'inquinamento, olfatto e sapori, sono sensi dimenticati.

Tra non molto, oltre alle normali foto dei piatti ordinati, cominceranno a pubblicare quelle delle loro naturali funzioni fisiologiche. Come ultimo segnale di appartenenza al genere umano.

E se qualcuno, in un ultimo e disperato afflato cognitivo, si ponesse la spinosa domanda: “Chi sono io? Un essere umano o un elettrodomestico?”

Basterà scrivere la frasetta nella stringa di Google, dare “invio” e leggere la prima risposta!

Per ora, i gruppi egemoni, ringraziano sentitamente!

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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